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Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux dans le Morbihan

Morbihan

Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux

    1820 Saint-Nicodème
    56930 Pluméliau-Bieuzy
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
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Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
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Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
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Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Chapelle Saint-Nicolas-des-Eaux
Crédit photo : Fab5669 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1120
Fondazione del Priorato
1208
Collegamento delle entrate parrocchiali
1524
Costruzione della cappella attuale
XVIe siècle
Diventa una tregua di Pluméliau
1830
Modifica del comodino
13 février 1928
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle de Saint-Nicodème, con la sua custodia e fontane (Box ZH 32): per ordine del 26 ottobre 1910

Dati chiave

Hervé (fils de Jagu) - Lord Donor Fondato il priorato nel 1120 con il suo omonimo.
Hervé (fils d’Eudon) - Lord Donor Cofondatore del Priorato nel 1120.
Famille de Kerveno - Sponsor e patroni La costruzione fu completata nel XVI secolo.
Jehan Layec - Artigianato o donatore Menzionato nell'iscrizione del 1524 ("Fist the boy").
Morvan - Vescovo di Vannes (XIIe s.) Ratifica la donazione del 1120.

Origine e storia

La cappella Saint-Nicolas-des-Eaux, costruita nel primo trimestre del XVI secolo, è il risultato di donazioni della famiglia di Kerveno, le cui braccia adornano le arenaria e la facciata. Un'iscrizione nel coro ("JEHAN LAYEC FIST LE BOYS DE CESTE L'AN M Vc XXIIII", 1524) conferma questa data. Il braccio sud del transetto, leggermente posteriore, rivela una caduta nel tetto, mentre il comodino pianeggiante è illuminato da una bacca di lily-flowered, tipica del gotico fiammeggiante. Il sito una volta ospitava un priorato dipendente dall'abbazia benedettina Saint-Florent-le-Vieil de Saumur, fondata nel 1120 dai signori locali (Hervé figlio di Jagu e Hervé figlio di Eudon), poi attaccata alle abbazie di Saint-Sauveur de Redon e Saint-Gildas-de-Rhuys. La cappella divenne una tregua di Pluméliau nel XVI secolo, segnata dalla sostituzione dei monaci da sacerdoti secolari come abate commissionati.

L'edificio ha notevoli peculiarità architettoniche: un portale occidentale "Morbihannais" (porte a schiera sormontate da una vetrata), una porta a sud in treccia, e due teschi incorporati nella parete nord, il cui significato rimane misterioso. All'interno, le pietre di sabbia scolpite con motivi ingenui e tracce di un possibile jube (pilastri preparatori) suggeriscono una complessa organizzazione liturgica. Il muro sud, in macerie, potrebbe testimoniare una ricostruzione dopo un crollo. Nel XIX secolo, si sono svolte modifiche: la costruzione delle consolle a comodino nel 1830 per installare un tableau (di cui rimangono altare, tabernacolo e pittura), e l'aggiunta di una sacrestia nell'angolo nord-est. La cappella, scritta nei Monumenti Storici dal 1928, conserva anche i resti di una cappella seigneuriale incompiuta (arche bloccate a nord) e di una segreteria mancante (porta alta intasata).

Il sito era un tempo il cuore di un complesso monastico e funerario, come testimoniano le successive donazioni (terra, mulino, entrate parrocchiali nel 1208) e la presenza di un cimitero medievale. Le pietre di attesa nella piazza transetto suggeriscono un progetto di jube aborto, mentre il telaio rivela un divario tra la navata e il transetto sud, eventualmente legato a fasi di costruzione distinte. Una proprietà comunitaria dal XIX secolo, la cappella fonde così il patrimonio benedettino, seigneuriale (famiglia di Kerveno) e la parrocchia, illustrando i cambiamenti religiosi e sociali della Bretagna tra il Medioevo e l'era moderna.

Collegamenti esterni