Crédit photo : Daniel VILLAFRUELA. - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
fin XIIe - début XIIIe siècle
Costruzione di parti romaniche
Costruzione di parti romaniche fin XIIe - début XIIIe siècle (≈ 1325)
Coro originale e campanile
1421
Crescita del letto
Crescita del letto 1421 (≈ 1421)
Ogival volte e colline a piedi aggiunto
1431
Data della chiave a volta
Data della chiave a volta 1431 (≈ 1431)
Paschal agneau al coro
XVe-XVIe siècles
Aggiunta di cappelle laterali
Aggiunta di cappelle laterali XVe-XVIe siècles (≈ 1650)
Sei cappelle comprese quattro volte
fin XVIe siècle
Ricapimento della facciata ovest
Ricapimento della facciata ovest fin XVIe siècle (≈ 1695)
Cancello scolpito e parete del campanile
1844
Espansione della sacrestia
Espansione della sacrestia 1844 (≈ 1844)
Progetto di estensione nord
1er juin 1927
Prima protezione MH
Prima protezione MH 1er juin 1927 (≈ 1927)
Facciata e comodino
1952
Restauro importante
Restauro importante 1952 (≈ 1952)
Tetti e facciate (architetto Terrisse)
13 septembre 2019
Registrazione completa
Registrazione completa 13 septembre 2019 (≈ 2019)
Tutta la chiesa protetta
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciata occidentale (compreso il covo) e comodino: registrazione per ordine del 1o giugno 1927; Chiesa di Saint-Victor (Box C 203): Registrazione per ordine del 13 settembre 2019
Dati chiave
Saint-Jacques de Berthieu - Santo gesuita e patrono
Polminhac nativo, canonizzato nel 2012
Borie du Puy - Vetro master
Autore delle 19th-XXth vetrate
Pierre Terrisse - Architetto del Dipartimento
Diretto il restauro del 1952
Origine e storia
La chiesa di Saint-Victor de Polminhac, situata nel Cantal ad Auvergne-Rhône-Alpes, è un edificio romanico le cui parti più antiche (chœur e campanile con quattro orecchi) risalgono alla fine del XII o all'inizio del XIII secolo. Costruito in tufo vulcanico e in violazione esitica, illustra l'architettura religiosa medievale adattata alle risorse locali. La sua facciata poligonale, a volte con testate nel 1421, porta una chiave scolpita di un agnello pasquale datato 1431, testimonianza di trasformazioni gotiche.
Nel corso dei secoli, la chiesa ha subito numerose modifiche: l'aggiunta di sei cappelle laterali nel XV al XVI secolo (comprese quattro volte di testate decorate con chiavi intagliate), la ripresa della facciata ovest alla fine del XVI secolo, e l'allargamento della sacrestia nel XIX secolo. Il portale occidentale, particolarmente notevole, presenta sei voussure cadute su colonne impegnate, sormontate da un arcovolto con balestra e una scultura del Padre eterno. I modillon delle cornici, riutilizzati dalle mura romane di goutreaux, rappresentano figure umane e animali caricaturali.
Le campagne di restauro sono proseguite fino al XX secolo, con una grande ristrutturazione dei tetti nel 1952 (progetto dell'architetto Pierre Terrisse) e l'installazione di una galleria negli anni '60. Le vetrate, alcune delle quali create da Borie du Puy, sono state recentemente completate da una vetrata dedicata a Santiago de Berthieu (1838-1896), gesuita nativo di Polminhac canonizzato nel 2012. Questa finestra narrativa a quattro stadi illustra la sua vita missionaria in Madagascar e la sua beatificazione.
La chiesa, una proprietà comunale, è protetta come monumenti storici: la facciata occidentale e il comodino sono stati registrati nel 1927, mentre l'intero edificio è stato registrato nel 2019. Il suo piano combina una navata unica con una falsa volta in maniglia di cesto, un coro di rum poligonale, e cappelle laterali coperte con volte di culla o testate. La copertura lauze e l'apparato di pietra vulcanica sottolineano il suo ancoraggio nel patrimonio architettonico ad alta alpina.
Gli elementi scolpiti, come il culs-de-lampe del coro o i modillon delle corniche, rivelano un bestiario medievale espressivo, mentre la chiave dell'arco del 1431 (pascal agnello che porta croce e orifam) attesta la ricchezza iconografica dell'edificio. La sacrestia, ampliata nel 1844, e le decorazioni dipinte del XIX secolo completano questo palinsesto architettonico, riflettendo quasi nove secoli di storia religiosa e comunitaria.
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