Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Queen Jeanne Bridge a Saint-Benoît dans les Alpes-de-Haute-Provence

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Pont
Alpes-de-Haute-Provence

Queen Jeanne Bridge a Saint-Benoît

    Sur la R.N. 207 
    04240 Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Pont de la Reine Jeanne à Saint-Benoît
Crédit photo : Sylvain05 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1600
1700
1800
1900
2000
1296
Primo certificato di un ponte
1682
Prima ricostruzione fallita
1728-1733
Ricostruzione di Joseph Blanc
19 janvier 1928
Registrazione per monumenti storici
1940
Danni subiti durante la guerra
2024
Assistenza della Missione del Patrimonio
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Pont de la Reine Jeanne, tra Annot e Entrevaux: iscrizione per ordine del 19 gennaio 1928

Dati chiave

Jeanne Ier de Naples - Regina Associata per conto del ponte Nome recente, collegamento storico incerto.
Louis II Vallon - Architetto provinciale del XVII secolo Superato le stime del 1681 e del 1727.
Garcin Pelet - Mason di St. Jaumes Primo imprenditore, lavoro fallito nel 1685.
Joseph Blanc - Carpenter del Fugeret Completato l'attuale ponte nel 1733.

Origine e storia

Il Queen Jeanne Bridge, situato a Saint-Benoît nelle Alpi-de-Haute-Provence, è un'opera medievale attestata dal 1296, anche se la sua attuale struttura risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Ha attraversato il Coulomp, un fiume locale, e il suo nome evoca Jeanne I di Napoli, anche se questo nome è recente. La sua architettura combina un arco unico di 29 metri di portata e un'altezza chiave di 12,5 metri, con parapetti stretti e abutmenti asimmetrici, riflettendo gli adattamenti tecnici successivi.

La prima menzione di un ponte in questo sito risale al 1296, ma la struttura attuale è il risultato delle successive ricostruzioni. Nel 1676 la comunità di Saint-Benoît chiese la sua ricostruzione, affidata all'architetto Luigi II Vallon. I lavori, assegnati nel 1682 a Garcin Pelet, fallirono rapidamente a causa di difetti di costruzione. Un nuovo progetto fu lanciato nel 1712, ma i ritardi accumulati fino a Joseph Blanc, carpentiere del Fugeret, vinsero l'asta nel 1728 per 9,180 libbre. Il ponte fu completato nel 1733, con una marcata asimmetria a causa di modifiche del progetto originale per evitare il terreno instabile.

Il ponte è stato classificato come monumento storico nel 1928, riconoscendo il suo valore di patrimonio. Il suo nome, associato alla Regina Giovanna I di Napoli, apparve solo nel XX secolo, quando in precedenza era semplicemente chiamato ponte di San Benedetto. Nel 2024, ha ricevuto 50 000 euro a sostegno della Missione del Patrimonio per porre rimedio ai danni causati dall'erosione e dalla mancanza di manutenzione. I materiali, come mulini calcarei e clavicembali irregolari, testimoniano le tecniche di costruzione locali e le sfide poste dal sito.

Le dimensioni del ponte — di 42,15 metri di lunghezza, di 2,70 metri di larghezza, e un abutment bancario destro esteso a 4,20 metri — rivelano un adattamento ai vincoli topografici. L'arco, in doppio rotolo di pietre, ricorda quello del ponte Fugeret, suggerendo un'influenza regionale. Le riparazioni dei secoli XVIII e XX (specialmente nel 1942 e 1978) le permisero di essere conservate, nonostante i danni subiti nel 1940. Oggi c'è ancora la prova di scambi locali, soprattutto per la transumanza delle pecore.

La storia del ponte illustra le difficoltà amministrative e tecniche dei progetti pubblici sotto il vecchio regime. Ritardi, costi aggiuntivi (£6,180 a £9,180) e modifiche dell'ultimo minuto riflettono le realtà dei cantieri provinciali. Gli archivi menzionano anche matresse mancanti, visibili sul catasto napoleonico ma assenti dai documenti del Settecento, evidenziando le trasformazioni subite dal monumento. La sua iscrizione nel 1928 lo aiutò a proteggerlo, ancorando la sua identità nella leggenda della regina Jeanne.

Collegamenti esterni