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Dolmen de la Boucharderie à Roullet-Saint-Estèphe en Charente

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Charente

Dolmen de la Boucharderie à Roullet-Saint-Estèphe

    La Boucharderie 
    16440 Roullet-Saint-Estèphe
Crédit photo : Germon - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4100 av. J.-C.
4000 av. J.-C.
0
1800
1900
2000
Néolithique
Costruzione di dolmen
1869
Ricerche possibili
4 août 1927
Classificazione storica
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Dolmen de la Boucharderie: per ordine del 4 agosto 1927

Dati chiave

Octave (ou Raoul) de Rochebrune - Archeologo presunto Se i dolmen fossero stati perquisiti nel 1869
Gustave Chauvet - Storico locale Menzione degli scavi del 1869

Origine e storia

Il dolmen de la Boucharderie, noto anche come dolmen de Chardin, è un monumento megalitico situato nel luogo chiamato Boucharderie, nel comune di Roullet-Saint-Estèphe, nel dipartimento Charente. Questo dolmen angoumoisin, costruito interamente con lastre calcaree locali, si distingue per la sua camera rettangolare delimitata da sette orthostat, cinque dei quali sostengono una tavola di copertura di circa un metro di spessore. Anche se il tumulo che lo copre è scomparso, le tracce rimangono visibili e sono stati raccolti i cappotti di ceramica neolitica e gallo-romana.

I dolmen possono essere stati perquisiti nel 1869 da Octave (o Raoul) de Rochebrune e Daly, secondo Gustave Chauvet. Fu classificato come monumento storico con decreto del 4 agosto 1927, riconoscendone l'importanza. Questo sito testimonia le pratiche funerarie e architettoniche del neolitico, offrendo al contempo tracce di occupazione successiva, come testimonia la ceramica gallo-romana scoperta in loco.

Il Dolmen de la Boucharderie fa parte di una serie più ampia di siti megalitici nella Charente, illustrando l'importanza di questa regione nella preistoria. La sua classificazione tra monumenti storici protegge questa rara vestigia, permettendo al tempo stesso di studiare e migliorare. Le ricerche condotte, in particolare quelle citate nel libro di Jean-Sébastien Pourtaud, sottolineano il suo ruolo nella comprensione delle società neolitiche locali.

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