Pubblicazione di Maximilien de Ring 1858 (≈ 1858)
Le tombe celtiche della Foresta di Bramath.
1964
Scoperta della ceramica romana
Scoperta della ceramica romana 1964 (≈ 1964)
Rue des Romans, origine del museo.
1968
Bagno romano ricerche
Bagno romano ricerche 1968 (≈ 1968)
Creazione di SHAB e mostra temporanea.
6 mars 1971
Apertura del museo
Apertura del museo 6 mars 1971 (≈ 1971)
Situato nelle cantine del castello.
2019
Inaugurazione della statua di Marco Ulpio Terzio
Inaugurazione della statua di Marco Ulpio Terzio 2019 (≈ 2019)
Omaggio a un soldato triboque.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Jean-Daniel Schoepflin - Storia e collezionista
Collezionato i primi pezzi archeologici.
Maximilien de Ring - Archeologo
Scavato il tumulo e pubblicato nel 1858.
Louis Schnoeringer - Medico e collezionista
La sua collezione è ora a Mulhouse.
Jean-Jacques Kientz - Presidente fondatore di SHAB
Ha diretto l'associazione per 35 anni.
Piotr Bogdaszewski - Scultore contemporaneo
Autore della statua di Marco Ulpio Terzio.
Origine e storia
Il Museo Archeologico di Brumath è nato da scoperte accidentali nel 1964, quando la ceramica romana è stata riesumata in Rue des Romans. Questi ritrovamenti hanno mobilitato gli appassionati locali, portando ad una prima mostra nel 1966 al Municipio, dal titolo "Brumath's Past", che copre il neolitico nel XIX secolo. La creazione ufficiale del museo ha avuto luogo nel 1971, dopo la scoperta nel 1968 di bagni romani in Rue du Général Rampont (ora rue des Thermes), cercato con l'aiuto di volontari e il Servizio delle Antichità storiche. Queste vestigia, risalenti al II secolo, rivelarono un impianto di riscaldamento ipocausto e confermarono l'importanza di Brocomagus, l'antico nome di Brumath, come capitale civile dei Tribochi sotto l'Impero Romano.
Le collezioni si sono arricchite tra il 1968 e il 1970 grazie agli scavi legati alla sanificazione urbana, offrendo ceramiche, sculture e bronzi Gallo-Romani. Il museo si stabilì nelle cantine a volta dell'ex Castello di Hanau-Lichtenberg, trasformato in chiesa protestante nel 1804. Gestito dalla Brumath History and Archaeology Society (SHAB, che è diventato SHABE nel 1983), è stato inaugurato nel 1971 e rinnovato nel 1983 e 2005 per modernizzare il suo museo. Gli oggetti esposti provengono principalmente dal seminterrato locale, ma anche da donazioni regionali (Bischwiller, Hochfelden), che illustrano la vita quotidiana, culti domestici e mestieri romani (potterie, fibul, lampade ad olio).
La storia del museo risale al XVIII secolo, tuttavia, con le collezioni dello storico Jean-Daniel Schoepflin, i cui oggetti (pietra di Valérien, statua di un dio barbuto dedicato a Eruma) furono distrutti nel 1870 durante l'assedio di Strasburgo. Nel XIX secolo, gli scavi sistematici furono effettuati da Maximilien de Ring (Le Tombe celtiche della Foresta di Bramath, 1858) e Louis Schnoeringer, medico collezionista i cui pezzi furono trasferiti al Museo Mulhouse. La ricerca continuò nel XX secolo, come lo scavo di un tumulo protostorico nel 1923, interrotto dalla seconda guerra mondiale.
Il museo mette in evidenza il periodo gallo-romano (I-V secolo), l'età d'oro di Brocomagus, attraverso ricostruzioni di case (pareti in bendati, ipocausti), oggetti domestici (ampori, lampade ad olio, fibuli smaltati) e elementi religiosi (altare dedicato a Giove, statuette delle divinità). Le terme pubbliche, scoperte nel 1968, e le necropoli (tombe con sepoltura, urne cinematografiche) completano questa immagine. Una statua contemporanea di Marco Ulpio Terzio, un soldato triboco che divenne la guardia dell'imperatore Traiano, fu inaugurata nel 2019 per simboleggiare questo prestigioso passato.
Le sfide attuali includono l'arresto degli scavi, limitati da vincoli di bilancio e legali. SHABE è ora dedicata all'inventario, alle pubblicazioni (annuale newsletter) e all'animazione, come le ricostruzioni storiche durante le Giornate del Patrimonio. Il museo, aperto su appuntamento e a eventi specifici, ha lavorato con le scuole locali dal 2009 per trasmettere questo patrimonio alle giovani generazioni.
Tra i pezzi notevoli troviamo una mandibola mammut (Paleolitico), un pugnale di bronzo dell'età del bronzo (tumulo 17), e quattro statuette di bronzo gallo-romano (II-III secolo), copie dell'ossidato originale. Una colonna scolpita raffigurante Giove cavalier all'Anguipede, scoperta nel 1968, illustra l'adorazione pubblica. L'Alto Medioevo è evocata da oggetti merovingiani e carolingiani, come uno scramasax o una ciotola di Bilwisheim, richiamando la transizione all'epoca medievale.