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Chai du Château de Lagueloup à Portets en Gironde

Gironde

Chai du Château de Lagueloup

    1 Rue de la Liberté
    33640 Portets

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1928
Installazione di macchinari
années 1930
Illuminazione elettrica mobile
4e quart XIXe siècle
Costruzione della cantina
2001
Restauro e creazione del museo
16 août 2018
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La cantina del castello Lagueloup, secondo il piano annesso al decreto, situato a La Cure (cadastre A Parcel #1180): iscrizione per ordine del 16 agosto 2018.

Dati chiave

Samuel Wolff - Engineer Designer della cantina e delle sue installazioni
Famille Descacq - Ex proprietario Archivi e materiali conservati
Famille Severac - Ex proprietario Successore del Descacq nel dominio

Origine e storia

La cantina del Castello Lagueloup, costruita nel quarto trimestre del XIX secolo a Portets (Nuova Aquitania), illustra l'innovazione del vino del periodo. Organizzata in un quadrilatero di 1650 m2 a livello, segue il modello della cantina medocaina con due piani dedicati alla vinificazione e un livello sotterraneo di vacche. I suoi otto 300 serbatoi di ettolitri in cemento piastrellato, le sue tracce di Decauville per il trasporto delle uve, e il suo impianto elettrico su rotaie (anni '30) testimoniano una rara modernità. Il piano terra, ancora attivo, ospita una cantina barricata (600 unità) e una cantina a bottiglia semi-indipendente con ripiani metallici. Un macchinario del 1928, ancora in posizione, e sei 500 serbatoi sotterranei ettolitri (di cui quattro funzionali) completano il tutto, alimentato da un'alimentazione idrica originale.

Restaurata nel 2001, la cantina centrale è ora un museo del vino e della vite, esponendo strumenti dal XIX al XX secolo e archivi delle famiglie Descacq e Severac, ex proprietari. La tenuta, attraversata da canali storici, comprende anche una casa ristrutturata del XVII secolo, stalle e una piscina a cavallo. La cantina, elencata come Monument Historique nel 2018, incarna l'evoluzione tecnica dei vigneti del girondin, in particolare delle Graves, mantenendo il suo ruolo produttivo: parte delle attrezzature del 1928 rimane utilizzata per il cubamento e lo stoccaggio.

L'architettura combina struttura in metallo (colonne, travi) e cemento armato, con aperture curve e doppie porte per regolare la temperatura. Il portico in legno di fronte alle campate centrali precede una moderna scala che conduce al museo. L'arco sud-ovest restaurato accoglie ora il pubblico per degustazioni e vendite. Questa cantina, progettata dall'ingegnere Samuel Wolff, si distingue per la sua dimensione industriale e la sua eccezionale conservazione, offrendo una testimonianza tangibile delle pratiche vitivinicole tra il XIX e il XX secolo.

Il sito, noto fin dall'antichità, fa parte di un paesaggio vitivinicolo caratterizzato da stagni e case di lavaggio ristrutturati. La sua iscrizione nel titolo di Monumenti Storici sottolinea la sua importanza di patrimonio, sia come strumento di produzione che come luogo di memoria delle tecniche enologiche regionali. La raccolta di strumenti e documenti, unitamente alle strutture ancora operative, lo rende un sito unico per comprendere la storia del vino in Gironde.

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