Costruzione di Radome 1961-1962 (≈ 1962)
Antenna cono e busta gonfiabile costruito in 9 mesi.
11 juillet 1962
Primo mondo
Primo mondo 11 juillet 1962 (≈ 1962)
Trasmissione televisiva transatlantica via *Telstar*.
19 octobre 1962
Inaugurazione di de Gaulle
Inaugurazione di de Gaulle 19 octobre 1962 (≈ 1962)
Visita presidenziale e menhir commemorativo.
1985
Fine del servizio del Radôme
Fine del servizio del Radôme 1985 (≈ 1985)
Sostituito da antenne paraboliche geostazionarie.
1991
Apertura della Cité des Télécoms
Apertura della Cité des Télécoms 1991 (≈ 1991)
Museo installato nel vecchio CTS.
26 septembre 2000
Monumento storico
Monumento storico 26 septembre 2000 (≈ 2000)
Protezione del Radôme e della sua antenna.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il radôme, vale a dire l'antenna e la sua busta protettiva, sul sito di Cosmopolis (cad. BH 388) : classificazione per decreto del 26 settembre 2000
Dati chiave
Charles de Gaulle - Presidente della Repubblica
Inaugurato nel 1962.
Pierre Marzin - Direttore di CNET
Sponsor del progetto Breton.
Milton Plunnett - Radome architetto
Progetta la busta e la struttura.
Origine e storia
Il Radôme de Pleumeur-Bodou, situato nella Côtes-d Progettato dall'architetto Milton Plunnett e dalla società americana Bird Air, ha ospitato un'antenna cono da 340 tonnellate, coperta da una busta gonfiabile Dacron, destinata a seguire il satellite Telstar. Quest'ultimo, il primo satellite di telecomunicazioni, permise collegamenti transatlantici limitati a 20 minuti per orbita. Il sito fu inaugurato dal General de Gaulle il 19 ottobre 1962, dopo aver fatto la prima trasmissione televisiva in mondovision tra gli Stati Uniti e l'Europa l'11 luglio 1962.
Radome era al centro di un complesso più ampio, il Satellite Telecommunications Centre (CTS), che si espanse negli anni '70-1980 con antenne satellitari dedicate ai satelliti geostazionari (Intelsat, Eutelsat). Queste infrastrutture hanno svolto un ruolo chiave nelle telecomunicazioni globali, compresi i collegamenti telefonici, televisivi e marittimi (INMARSAT). Tuttavia, con l'aumento dei cavi sottomarini in fibra ottica negli anni '90, il sito ha perso la sua competitività. Fu gradualmente chiusa tra il 1999 e il 2003, prima di trasformarsi in un museo: la Città delle Telecom, aperta nel 1991.
L'antenna corno del Radôme, soprannominata "La Grande Ear", operava con tecnologie innovative per il tempo, come un master raffreddato a liquido (−269°C) per amplificare i segnali, o computer IBM 1620 per regolare il suo punteggio con estrema precisione (15/1000 ° grado). Due antenne di tracciamento completarono il sistema: una per un'acquisizione grossolana del satellite (a ±20°), l'altra per un blocco preciso (a ±2°). Queste apparecchiature, ormai obsolete, testimoniano le sfide tecniche per stabilire comunicazioni intercontinentali affidabili.
Il sito raggiunse il suo picco tra il 1962 e il 1985, con fino a 200 dipendenti. Delle 15 antenne costruite, solo 4 rimangono oggi (PB1/Radôme, PB3, PB5, PB8), le altre smantellate tra il 2006 e il 2007 per ragioni finanziarie e tecniche. Il Radôme, classificato come monumento storico nel 2000 ed etichettato Patrimonio del XX secolo nel 2004, è l'ultimo esempio nel mondo di questo tipo di installazione legata al programma Telstar. Il sito, rinominato Pôle Phoenix, ospita ora attività culturali, scientifiche ed economiche, tra cui un planetario e un villaggio gallico ricostituito.
L'associazione Observation Radio de Pleumeur-Bodou ha convertito l'antenna PB8 in un telescopio radio, mentre i progetti mirano a riabilitare PB3 per osservazioni astronomiche. Queste iniziative evidenziano il patrimonio scientifico del sito, che ha segnato la storia delle telecomunicazioni spaziali. Il Radôme rimane un simbolo della cooperazione internazionale nella conquista tecnologica, nonché dell'ingegnosità francese in un campo poi emergente.
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