Acquisizione di Michel Le Masle 1632 (≈ 1632)
Primo proprietario conosciuto, Canon di Notre-Dame.
1659
Riacquisto di Antoine Rossignol des Roches
Riacquisto di Antoine Rossignol des Roches 1659 (≈ 1659)
Avvia l'opera e il Padiglione Luigi XIV.
1660-1668
Creazione di giardini di Le Nôtre
Creazione di giardini di Le Nôtre 1660-1668 (≈ 1664)
Un picco della tenuta con cascate e grotte.
1807
Acquisizione del conte di Monttessuy
Acquisizione del conte di Monttessuy 1807 (≈ 1807)
Trasformazione in un romantico parco paesaggistico.
1900
Acquisto per comune
Acquisto per comune 1900 (≈ 1900)
Castle diventa il municipio di Juvisy.
avril 1944
Distruzione per bombardamento
Distruzione per bombardamento avril 1944 (≈ 1944)
Definitiva scomparsa del castello.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Michel Le Masle - Primo proprietario certificato
Chanoine de Notre-Dame, acquisisce la tenuta.
Antoine Rossignol des Roches - Patrono e restauratore
Ordinate il Padiglione Luigi XIV e i giardini.
André Le Nôtre - Giardino paesaggio reale
Crea cascate e grotte, capolavoro.
Comte Auguste de Monttessuy - Proprietario nel XIX secolo
Trasforma il parco in un paesaggio.
Pierre-Denis Martin - Pittore di campo
Autore di un dipinto tenuto al VA Museum.
Origine e storia
Castello Juvisy, situato nella Juvisy-sur-Orge a Essonne, è stato un edificio del XVII secolo costruito sul sito di un antico monastero. Anche se la sua data esatta di costruzione e il suo architetto rimangono sconosciuti, si attesta che la proprietà è stata acquisita nel 1632 da Michel Le Masle, canonico di Notre-Dame de Paris, poi acquistato nel 1659 da Antoine Rossignol des Roches, presidente della Camera dei conti. Egli intraprese importanti opere, tra cui la creazione del Padiglione Luigi XIV per accogliere il re, e affidò i giardini ad André Le Nôtre, che lo rese uno dei suoi più grandi capolavori, sfruttando il pendio naturale della collina per creare spettacolari cascate e gazebo con splendida vista sulla Senna e sulla campagna circostante.
Nel XVIII secolo, la proprietà cambiò le mani più volte. Il parco, descritto da Dulaure come un gioiello piantato da Le Nôtre, comprendeva un canale di 130 getti alimentati da sorgenti, grotte decorate con sculture e maestosi vicoli rivestiti di getti d'acqua. I giardini, organizzati in terrazze e prospettive teatrali, giocati con elementi naturali (acqua, rocce) per creare un'esperienza immersiva, dove la natura era in scena senza essere dominata, a differenza di Versailles. Il castello, d'altra parte, ospitava notevoli dipinti, come i matrimoni di amore e psiche, e una galleria decorata con dipinti raffiguranti le conquiste di Luigi XIV.
Il XIX secolo segna un punto di svolta con l'acquisizione della tenuta nel 1807 dal conte Auguste de Monttessuy, che la trasforma in un romantico parco paesaggistico. I giardini, già danneggiati durante la guerra del 1870, furono gradualmente lotti dal 1896 dalla Société Immobilière du Château de Juvisy. Nel 1900, il comune acquistò il castello per installare il municipio, ma fu distrutto durante i bombardamenti del 1944. Oggi, ci sono solo alcuni resti dei giardini, come il Fer-à-cheval (inscritta ai monumenti storici) e lo specchio, così come le grotte e il ponte delle Belles Fontaines, testimoni silenziosi di questo gioiello perduto.
L'architettura del castello, documentata da fotografie di Atget e un dipinto di Pierre-Denis Martin (preservato al VA Museum di Londra), ha rivelato un modesto edificio di dimensioni ma armoniosamente integrato nel suo ambiente. I giardini, organizzati su un sentiero scenografico, guidarono il visitatore dai bacini dell'Orge alle grotte monumentali, poi verso il grande canale di serbatoio in altezza, dove si scoprì una vista panoramica del loop della Senna. André Le Nôtre ha una rara ingegnosità, mescolando arte e natura, con giochi d'acqua, prospettive in posa, e gazebo progettati per magnificare il paesaggio esistente.
La distruzione del castello nel 1944 ha segnato la fine definitiva di questo eccezionale sito, i cui resti (grovie, scale e strutture idrauliche) ancora ricordano l'ambizione estetica e tecnica. Il parco, loti nel XX secolo, suggerisce, attraverso le vecchie cartoline e le descrizioni di Dulaure, la brillantezza di una tenuta dove acqua, pietra e vegetazione compongono uno spettacolo unico, considerato uno dei più realizzati di Le Nôtre, in competizione con i più grandi giardini reali.
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