Le prime scoperte archeologiche XVIIIe siècle (≈ 1850)
Oggetti celtici riesumati sul sito
Années 1950
Principali studi archeologici
Principali studi archeologici Années 1950 (≈ 1950)
Pubblicazioni di Audibert e Larderet
4 novembre 1960
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 4 novembre 1960 (≈ 1960)
Protezione dei resti per ordine
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Oppidum de la Roque (vestiges) (Box B 420, 426 - 442): per ordine del 4 novembre 1960
Dati chiave
Volques Arécomiques - People of Wales costruttore
Autore sospettato dell'oppidum
Jacques Audibert - Archeologo
Studiato il sito (1956)
Pierre Larderet - Archeologo
Pubblicazione sull'oppidum (1957)
Origine e storia
Leoppidum de la Roque è un importante sito archeologico dell'età del ferro, situato su uno sperone roccioso alto 50 metri a Fabrègues, Herault. Questo luogo strategico, naturalmente protetto dagli api, si affaccia sulla confluenza dei Mosson e Coulazou. Gli scavi rivelarono resti di capanne, bastioni e torrette, così come un foyer votivo decorato con motivi celtici, attribuito ai Volques Arecomiques, un popolo gallico della regione.
Gli oggetti scoperti dal XVIII secolo, compresi i chenet decorati, sono ora conservati presso il museo archeologico di Lattes. Questi risultati confermano l'importanza del sito come roccaforte e luogo di culto. L'oppidum illustra l'architettura difensiva e le pratiche religiose dei Celti mediterranei prima della romanizzazione.
Il 4 novembre 1960, il Roque's oppidum è stato studiato dagli anni '50, in particolare da Jacques Audibert e Pierre Larderet. Le loro pubblicazioni in riviste specializzate (come Gallia o il Bulletin de la Société préhistorique française) documentano il suo ruolo nella rete di oppidaien Languedocs. Il sito rimane una testimonianza chiave dell'occupazione gallica in Occitanie.
La posizione precisa, nota 5418 La Roque sul catasto di Fabrègues (parchi B 420, 426 - 442), è completamente protetta. Sebbene le strutture siano ora ridotte alle loro fondamenta, il sito offre una panoramica delle tecniche di fortificazione e della pianificazione urbana protostorica. Fonti disponibili (Wikipedia, Monumentum, base Merimée) evidenziano il suo patrimonio e interesse scientifico.
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