Avvio di studi 1997 (≈ 1997)
Inizio degli studi di fattibilità.
1999
Scelta dell'architetto
Scelta dell'architetto 1999 (≈ 1999)
Andrea Bruno selezionato per il Master of Works.
2001
Inizio del lavoro
Inizio del lavoro 2001 (≈ 2001)
Costruzione del museo.
1er juillet 2002
Apertura del museo
Apertura del museo 1er juillet 2002 (≈ 2002)
Apertura ufficiale al pubblico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Yves Pillet - Sindaco di Pont-en-Royans
Iniziatore del progetto museale.
Andrea Bruno - Architetto
Maestro di opere del museo.
Bruno Vitte - Direttore del museo
Responsabile della gestione corrente.
Origine e storia
Il Musée de l'eau de Pont-en-Royans è un museo situato nella città di Pont-en-Royans, Isère, nel sud di Grésivaudan, a metà strada tra Grenoble e Valencia. Questo sito è stato scelto per il suo legame storico con l'acqua, come la Bourne, che attraversa il villaggio, si concentra due terzi delle risorse idriche dei Vercors. Il museo, installato in vecchie fabbriche (una fabbrica di seta e poi una centrale elettrica), mira a sensibilizzare il pubblico sulle questioni globali legate all'acqua attraverso un museo interattivo ed educativo.
L'idea di creare questo museo è nata sotto l'impeto di Yves Pillet, allora sindaco di Pont-en-Royans, che ha lanciato studi di fattibilità nel 1997. L'architetto Andrea Bruno è stato scelto nel 1999 per il master, e le opere sono iniziate nel 2001. Il museo è stato inaugurato il 1o luglio 2002. Include anche un hotel-ristorante, un bar dell'acqua, un'area conferenze e uffici per la comunità di comuni dalla Bourne a Isère. Oggi, è gestito da un'istituzione industriale e commerciale pubblica (EPIC).
Il museo offre una visita immersiva, simboleggiata da un enorme tubo che guida i visitatori attraverso diverse sale tematiche: il ciclo dell'acqua, l'acqua e il corpo umano, invenzioni legate all'acqua, climi, inquinamento e anche disastri naturali. Una camera è dedicata all'acqua a Vercors, con un modello animato e proiezioni, mentre una partnership con un villaggio senegalese illustra l'accesso all'acqua potabile. Un bar dell'acqua serve acqua da tutto il mondo, con oltre 1.700 bottiglie esposte.
L'ingresso al museo, concepito come un tubo gigante, richiama lo storico ruolo dell'acqua nell'edificio, precedentemente alimentato da tubi forzati per la produzione di seta. La museografia moderna comprende dispositivi interattivi, come una cupola che proietta film sul ciclo dell'acqua, o un cilindro di vetro che simula diversi climi. Una sala cinematografica trasmette film in 3D, tra cui uno su un progetto di diga in Senegal, evidenziando l'impegno del museo per iniziative di solidarietà.
Il museo fa parte di un approccio educativo e divertente, evidenziando l'importanza dell'acqua per gli ecosistemi e le società umane. Si basa sulla storia industriale locale, dove l'energia idraulica della Bourne è stata a lungo sfruttata, e offre una riflessione sulle sfide contemporanee associate alla gestione di questa risorsa vitale.