Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Priorato di Valmogne à Baudinard-sur-Verdon dans le Var

Var

Priorato di Valmogne

    601 Chemin du Prieuré
    83630 Baudinard-sur-Verdon
Crédit photo : Emmanuel de Vachon - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
600
900
1000
1100
1200
1300
1900
2000
fin du Ve siècle
Costruzione del priorato
990
Donazione all'Abbazia di Lérins
1256
Scambio con Abbazia di Sainte-Catherine
14 mai 1973
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti; resti della cappella (cad. C 49, 50, 52): entrata per ordine del 14 maggio 1973

Dati chiave

Évêque de Riez - Donatore in 990 Cede Valmogne a Lérins.
Abbaye de Lérins - Proprietario fino al 1256 Gestisce il priorato per 266 anni.
Abbaye Sainte-Catherine de Sorps - Nuovo proprietario in 1256 Acquisire Valmogne in cambio.

Origine e storia

Il priorato di Valmogne venne ad essere alla fine del V secolo, costruito su un antico sito gallo-romano. Questo luogo di culto e di vita monastica testimonia un'antica occupazione, mescolando il patrimonio romano e lo sviluppo del cristianesimo nella regione. La sua architettura primitiva, anche se parzialmente cancellata da secoli, riflette i primi insediamenti religiosi in Provenza dopo la caduta dell'Impero Romano.

Nel 990, il vescovo di Riez diede il priorato all'Abbazia di Lérins, atto che segnò la sua integrazione nelle reti monastiche medievali. Questo trasferimento illustra l'importanza strategica delle priorità come un relè spirituale ed economico per le grandi abbazie. Nel 1256 il sito fu scambiato con altre merci e venne sotto la dipendenza dell'Abbazia di Sainte-Catherine di Sorps a Bauduen, consolidando così l'ancoraggio locale.

La rivoluzione francese ha segnato un punto di svolta drammatico per Valmogne: incendio doloso, il priorato è stato confiscato come proprietà nazionale e poi convertito in un edificio agricolo. Questo periodo di sconvolgimento politico e religioso trasforma radicalmente il suo uso, cancellando parzialmente il suo patrimonio spirituale. Dal 1973, la sua iscrizione in monumenti storici protegge i restanti resti, comprese le facciate, i tetti e le tracce della cappella, preservando così una parte della storia religiosa provenzale.

Collegamenti esterni