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Uomo di Veygoux dans le Puy-de-Dôme

Puy-de-Dôme

Uomo di Veygoux

    1 Lieu dit Veygoux
    63410 Charbonnières-les-Varennes

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1623
Costruzione del palazzo
1793
Confisca rivoluzionaria
1812
Titolo barone per Louis-Jean Desaix
1968
Home soccorso
1997
Acquisizione dal comune
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Annet des Aix - Cavallo leggero e antenato Mari de Sylvaine de Brosson, fondatore della lineage.
Général Desaix - Eroe rivoluzionario Proprietario indiretto, figura centrale del museo.
Louis-Jean Desaix - Barone di Veygoux Neveu del generale, titrato nel 1812.
Hugh Ian Macgarvie-Munn - Salvatore della villa Riacquisto e ristrutturazione nel 1968.

Origine e storia

La villa di Veygoux, situata a Charbonnières-les-Varennes a Puy-de-Dôme, è costruita intorno al 1623 in stile Luigi XIII. Divenne feudo della famiglia Desaix in occasione del matrimonio tra Sylvaine de Brosson e Annet des Aix. Lo stemma familiare, ancora visibile sopra la porta, simboleggia questo lignaggio. La tenuta rimase in questa famiglia fino al 1880, marcando profondamente la storia locale.

Durante la Rivoluzione francese, la villa venne confiscata come demigrata nel 1793, dopo la denuncia della madre e sorella del generale Desaix. La famiglia è riuscita a comprarlo per 85.000 sterline. Nel 1812, Louis-Jean Desaix, nipote del generale, fu nominato Barone di Veygoux e Impero. L'ultimo proprietario di Desaix, Casimir Marie, vende la proprietà dopo il restauro.

Nel XX secolo, il palazzo cambiò le mani più volte e cadde in rovina prima di essere salvato nel 1968 da Hugh Ian Macgarvie-Munn. Ristrutturato, è stato acquisito dal Comune nel 1997 e trasformato in un insieme dedicato alla Rivoluzione francese. Il museo offre un'immersione negli eventi chiave di questo periodo, in particolare attraverso tecnologie come la realtà aumentata e percorsi interattivi.

Il palazzo conserva tracce del suo passato aristocratico, come lo stemma del Desaix, e gli archivi dipartimentali testimoniano la vita quotidiana nel tempo del generale. Oggi, combina la conservazione del patrimonio e la mediazione culturale, attirando i visitatori attraverso il suo approccio dinamico alla storia.

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