Avvio del progetto 2003 (≈ 2003)
Decisione di attuazione e concorrenza architettonica.
7 novembre 2006
Posa la prima pietra
Posa la prima pietra 7 novembre 2006 (≈ 2006)
Di Claude Pompidou, moglie di Georges Pompidou.
2007-2009
Costruzione
Costruzione 2007-2009 (≈ 2008)
Diretto da Demathieu & Bard.
11 mai 2010
Inaugurazione ufficiale
Inaugurazione ufficiale 11 mai 2010 (≈ 2010)
Di Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica.
12 mai 2010
Aperto al pubblico
Aperto al pubblico 12 mai 2010 (≈ 2010)
Con la mostra "Chemins-d'oeuvre?"*.
2013 et 2014
Problemi di copertura
Problemi di copertura 2013 et 2014 (≈ 2014)
Rimozione e pulizia della muffa.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Shigeru Ban - Architetto
Concetto di cappello cinese e telaio in legno.
Jean de Gastines - Architetto associato
Collaborazione su design e struttura.
Philip Gumuchdjian - Architetto associato
Partecipazione alla progettazione di edifici.
Claude Pompidou - Matrigna simbolica
Impostare la prima pietra nel 2006.
Jean-Jacques Aillagon - Iniziatore politico
Ex Ministro della Cultura, capo progetto.
Chiara Parisi - Presidente dal 2019
Attualmente dirige il Pompidou-Metz Centre.
Origine e storia
Il Centre Pompidou-Metz (CPM) è un istituto di cooperazione culturale pubblico creato dal desiderio di decentrare il Centre Pompidou a Parigi. Situato a Metz, tra il Parc de la Seille e la stazione ferroviaria, fa parte del progetto di urbanizzazione del distretto di l'Amphitheatre, precedentemente occupato dai rifiuti ferroviari. Inaugurata il 12 maggio 2010 dopo una prima pietra del 2006 da Claude Pompidou, simboleggia una dinamica culturale transfrontaliera, vicino alla Germania, al Lussemburgo e al Belgio. La sua architettura, ispirata a un tradizionale cappello cinese, è il risultato di una collaborazione tra Shigeru Ban, Jean de Gastines e Philip Gumuchdjian, con un innovativo telaio in legno e un tetto in fibra di vetro rivestito di teflon.
Il bilancio complessivo del progetto è stato di 69,33 milioni di euro nel 2009, finanziato principalmente da Metz Métropole (43,33 milioni di euro), dallo Stato, dall'Unione Europea, dalla Lorena e dal dipartimento Moselle. L'edificio, progettato da Demathieu & Bard, è composto da tre gallerie espositive sovrapposte (5.020 m2), una navata di 1.200 m2, un auditorium e uno studio creativo. La struttura combina cemento armato, una torre metallica di 77 m (riferimento al 1977, apertura del Centre Pompidou Paris) e un telaio in legno intrecciato, progettato come rete esagonale. Nonostante le sfide tecniche, come le lacrime dei tetti nel 2010 e 2013, il centro è diventato un importante hub culturale, attirando oltre 500.000 visitatori nel suo primo anno.
Il CPM fa parte di una democratizzazione dell'arte moderna e contemporanea, con una mostra inaugurale intitolata " Chefs-d'œuvre?" che presenta 800 opere delle collezioni parigine. Il suo programma comprende mostre temporanee (4-6 all'anno), coproduzioni internazionali ed eventi come "Constellation" (2009), prefigurandone l'apertura. Il centro mette in luce artisti come Marc Chagall, con una mostra dedicata alle vetrate nel 2020-2021. Il suo impatto va oltre il quadro culturale: ha aumentato l'economia locale, ha attirato le imprese come East Works per i ponti di accesso, e ha rivelato resti archeologici romani durante gli scavi del parcheggio sotterraneo.
L'architettura del CPM è caratterizzata da un forte simbolismo, come l'esagono riflesso nella cornice e attraverso gallerie lunghe 80 m. Le viste panoramiche delle gallerie (7 m, 14 m e 21 m) offrono una vista sulla Cattedrale di Metz, sul Quartiere Imperiale e sul Parco Seille. Il tetto, progettato per essere autopulente, ha tuttavia sperimentato problemi legati al tempo, che richiedono l'intervento. Il progetto è stato condotto da figure politiche come Jean-Jacques Aillagon e Jean-Marie Rausch, con l'ambizione di posizionare Metz come crocevia culturale europea, come il Guggenheim di Bilbao.
Il CPM è stato gestito da presidenti successivi: Laurent Le Bon (2010-2014), Emma Lavigne (2014-2019) e Chiara Parisi (dal 2019). Il centro organizza varie mostre tematiche, come "Aerodream" (2021) su strutture gonfiabili o "Mimesis" (2022) su design e natura. Il suo successo dipende dall'ambiziosa programmazione, dall'architettura iconica e dalla posizione strategica nel cuore della Grande Regione, rafforzando il commercio transfrontaliero. La "Project House" (2006-2009), progettata come spazio informativo e di mediazione, ha preparato il pubblico per questa apertura, accogliendo oltre 100.000 visitatori prima della chiusura del cantiere.