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Castello di Bellevue en Charente

Charente

Castello di Bellevue


    16210 Saint-Avit

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1610
Data incisa sulla porta del cochère
1717
Jean-Baptiste de Poncharail seigneur
1748
Matrimonio nella cappella
1831
Morte di Eutrope de Poncharral
1905
Ricostruzione del castello
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Jean-Baptiste de Poncharail de Pouillac - Signore di Bellevue (1717) Tenente dei marescialli di Francia
Eutrope Louis Alexandre de Poncharral - Ultimo nobile erede Morto nel 1831 dopo la rovina
M. Auger de Montmoreau - Proprietario nel 1905 Ricostruire il castello allo stesso
Pauline de Lamballerie - Proprietario nel 1860 Vende il castello nel 1905

Origine e storia

Lo Château de Bellevue, situato a Saint-Avit nel dipartimento di Charente, trova le sue origini all'inizio del XVII secolo, come testimonia la data del 1610 inciso su una porta di cochère. A quel tempo, la castagna di Bellevue, che comprendeva il villaggio di Saint-Avit e parte di Bazac, apparteneva alla famiglia L'Espinay. Questa tenuta signeuriale era un centro amministrativo e residenziale per le famiglie nobili locali, riflettendo il loro potere sulle terre circostanti.

Tra il 1678 e il 1861 il castello era di proprietà della famiglia di Poncharral (o Poncharail) di Pouillac, un lignaggio aristocratico influente a Saintonge. Nel 1717, Jean-Baptiste de Poncharail de Pouillac, seigneur di Bellevue e tenente dei marescialli di Francia, incarnava l'autorità locale. Il castello ospitava anche una cappella privata, come attestato ad un matrimonio celebrato nel 1748. La rivoluzione francese ha segnato un punto di svolta: l'ultimo erede, Eutrope Louis Alexandre de Poncharral, ha evitato l'emigrazione ma ha perso la sua fortuna, morendo nel 1831 dopo una vita dissipata.

Nel XIX secolo, il castello cambiò le mani più volte. Nel 1860, Paulin de Lambalerie divenne il suo proprietario, prima che i suoi eredi lo vendessero nel 1905 a M. Auger de Montmoreau. Quest'ultimo intraprese una ricostruzione quasi identica, salvando l'edificio dalla rovina. I piani conservarono elementi difensivi come la torre quadrata con mâchicoulis e torrette cilindriche, mentre modernizzavano i tetti, ora coperti di ardesia. Oggi, il castello si trasforma in camere per gli ospiti, perpetuando il suo ruolo accogliente.

L'architettura del castello combina caratteristiche medievali e classiche. Il corpo principale, affiancato da un'ala sud, è dominato da una torre centrale quadrata e da due torrette. La porta cochère, sormontata da un frontone triangolare, e la porta fortificata ricordano il suo passato seigneuriale. Uno stemma scolpito sulla torre e un balcone occidentale aggiungono al suo carattere nobile. Questi elementi, combinati con tetti di mansarda, illustrano l'evoluzione del castello durante i secoli.

Il sito conserva anche tracce della sua storia religiosa e sociale. La cappella privata, ormai scomparsa, ha mostrato l'importanza spirituale della tenuta ai suoi occupanti. Il cancello d'ingresso, con le sue porte cochère e pedonali sotto il machicoulis, evoca un tempo in cui il castello era sia una residenza che un simbolo di potere locale. Questi resti architettonici offrono una panoramica della vita aristocratica a Charente nel XVII e XVIII secolo.

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