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Castello di Béduer dans le Lot

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Lot

Castello di Béduer

    Le Bourg
    46100 Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Château de Béduer
Crédit photo : Pymouss - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1700
1800
1900
2000
1214
Omaggio a Simon de Montfort
Xe–XIIe siècles
Dominazione di Barasc
1268
Menzione della Cappella Castrale
XVIIe siècle
Ristrutturazioni di Lostanges
1789–1799
Torre curvata durante la rivoluzione
1973
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti dell'ex dungeon; porticato d'ingresso al lavoro (cad. A 168): ingresso per ordine del 25 luglio 1973

Dati chiave

Arnaud II de Barasc (vers 1165–1231) - Signore di Beluer Rende omaggio a Simon de Montfort nel 1214.
Géraud de Barasc (1140–1250) - Vescovo di Cahors Fratello di Arnaud, possibile finanziatore delle opere.
Louis-François de Lostanges (1580–avant 1618) - Baron de Béducer Modernizza il castello nel XVII secolo.
Maurice Fenaille (1855–1937) - Ambiente e industriale Compra e restaura il castello nel 1911.
Jeanne Loviton (Jean Voilier) - Lettera Proprietario nel 1939 dopo la vendita.

Origine e storia

Il castello di Béduer, situato su una collina che domina la valle del Célé, trova le sue origini nel XIII secolo con la costruzione di una dungeon romana e di una torre, resti di una fortezza medievale eretta dalla famiglia di Barasc. Questo lignaggio, attestato dal X secolo, domina la signoria fino al XVI secolo, segnando la storia locale con alleanze e conflitti strategici, come l'omaggio dato a Simon de Montfort nel 1214 da Arnaud II de Barasc, prima della sua manifestazione con Raymond de Toulouse. Il Barasc, difensori ereditari dell'Abbazia di Marcilhac, trasformò il castello dopo la Crociata di Albigois, con elementi come il turris (torre quadrata) e una cappella castrale menzionata nel 1268.

Nel XVII secolo, il castello passò nelle mani della famiglia di Lostanges dopo conflitti legati alle guerre di religione. Louis-François de Lostanges, Barone de Béduer, intraprese importanti modifiche: un portale di lavoro, gallerie e decorazioni interne (come il soffitto dipinto del Palazzo di Stato, dove gli Stati Generali di Quercy sedevano nel XIV secolo). La torre principale, alta inizialmente 60 metri, è stata bloccata durante la Rivoluzione, perdendo 20 metri. I Lostanges conservarono la proprietà fino al 1874, quando divenne una scuola gestita dalle Suore della Sacra Famiglia, prima di essere acquistata nel 1911 da Maurice Fenaille, patrono che in parte restaurava i locali.

L'architettura attuale combina elementi medievali (donjon, archères, cappella) e classici (logis du XVIIe, camini monumentali). Il Palazzo di Stato, con uno stemma barasco e Gimel, illustra il prestigio del lignaggio. Il castello, iscritto nei Monumenti Storici nel 1973 per le sue facciate e il suo portico, testimonia le trasformazioni di una fortezza in una residenza signorile, preservando al contempo le tracce del suo ruolo difensivo (cornici pieni, ponte levatoio). Gli scavi e i testi antichi evocano anche un'aula nova (1308), forse l'attuale grande sala, e le latrine medievali ancora visibili.

Le fonti archeologiche e scritte (testamenti, charter) rivelano un'occupazione continua dall'XI secolo, con menzioni come il castellam Bedorium (1050–1100) o l'omaggio di Deodat de Barasc nel 1214. La famiglia, legata al vescovo di Cahors Géraud de Barasc (1237–1250), ha riferito finanziato le campagne di costruzione post-crociera. Dopo il 1594, i Lostanges modernizzarono l'edificio, aggiungendo elementi rinascimentali (balustri, scale a chiocciola) preservando al contempo strutture medievali come la cisterna o gli archi. Il castello, venduto nel 1939 allo scrittore Jeanne Loviton (alias Jean Voilier), incarna oggi un patrimonio ibrido, tra memoria feudale e adattamenti del Modern Times.

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