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Castello di Bonnivet à Vendeuvre-du-Poitou dans la Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Vienne

Castello di Bonnivet

    Le Bourg
    86380 Saint-Martin-la-Pallu
Château de Bonnivet
Château de Bonnivet
Château de Bonnivet
Château de Bonnivet
Crédit photo : Jm.durand - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1515
Inizio costruzione
1525
Conclusione del lavoro
1649-1672
Ripresa del lavoro
1788
Batch vendita
19 septembre 2001
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I resti (casi D 424 a 432): iscrizione per ordine del 19 settembre 2001

Dati chiave

Guillaume II Gouffier (vers 1488-1525) - Signore di Bonnivet e favorito di Francesco I Comandante iniziale del castello nel 1515.
François Ier (1494-1547) - Re di Francia Visitato il sito intorno al 1520.
Charles de Bourbon (1490-1527) - Connétable de France Rival de Gouffier, critico del castello.
Jacques de Mesgrigny (XVIIe siècle) - Proprietario e ristorante Ristampato il lavoro dal 1649 al 1672.
François Rabelais (vers 1494-1553) - Scrittore umano Inspira Bonnivet per Thelem.

Origine e storia

Il Castello di Bonnivet, situato a Vendeuvre-du-Poitou a Vienna (New Aquitaine), è stato uno dei progetti architettonici più ambiziosi del primo Rinascimento francese, ancora prima di Chambord. Costruito nel 1515 da Guglielmo II Gouffier, favorito di Francesco I, simboleggia il fascista artistico e l'innovazione del tempo. La sua facciata di 98 metri, incorniciata da due torri e decorata con una scala monumentale con doppia apertura, ha segnato gli spiriti con il suo arredamento italiano mescolato con influenze francesi: risciacqua, pilastri, candelabri e medaglioni.

La costruzione fu improvvisamente interrotta nel 1525 con la morte di Bonnivet nella battaglia di Pavia, dove combatté accanto al re. Il castello, incompiuto, fu preso oltre un secolo più tardi, tra il 1649 e il 1672, da Jacques de Mesgrigny, genero degli eredi di Gouffier. Nonostante questo lavoro, la proprietà fu venduta in lotti dal 1788 e poi smantellata come cava di pietra dopo la Rivoluzione. I suoi elementi intagliati, salvati in estremità, sono ora sparsi in musei (Poitiers, Louvre, Cleveland) e nei castelli vicini (Avançon, Chincé).

Architettonicamente rivoluzionario, Bonnivet ebbe una profonda influenza sull'arte regionale: i suoi disegni furono poi decorati con gli hotel privati di Poitiers (Berthelot, d'Estissac). Il sito, ridotto al suo muro di recinzione nord (1660) e resti archeologici, è stato elencato come monumento storico nel 2001. La sua scala, venduta numerata per essere rimontata altrove, illustra il saccheggio sistematico dei castelli dopo il 1789. Le rare rappresentazioni grafiche (incisioni a catena, disegni Hivonnait) permettono di ricostruire il suo aspetto.

La posterità letteraria di Bonnivet è notevole: Rabelais s La sua storia, segnata dalle rivalità tra il Connétable de Bourbon e Gouffier, riflette le tensioni politiche del Rinascimento. Oggi, il sito archeologico e le collezioni del Museo della Santa Croce (Poitiers) perpetuano la sua memoria.

Il castello fu anche un tragico problema del patrimonio: venduto come proprietà nazionale nel 1795 dopo l'emigrazione del suo ultimo proprietario, Charles-Louis de Chasteigner, le sue pietre furono utilizzate per costruire case locali. I commercianti di antiquariato dell'Occidente hanno salvato parte del suo arredamento, mostrando un entusiasmo precoce per la conservazione del patrimonio. Il suo modello architettonico, che unisce innovazione italiana e tradizione francese, ha reso Bonnivet un collegamento mancante tra Blois e Chambord.

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