Costruzione del castello 1569 (≈ 1569)
A cura di François de Theuilly.
1789-1799
Acquisizione durante la rivoluzione
Acquisizione durante la rivoluzione 1789-1799 (≈ 1794)
Acquistato da Antoine Schneider, notaio reale.
1805
Nascita di Eugene Schneider
Nascita di Eugene Schneider 1805 (≈ 1805)
Figlio di Antoine Schneider, nato al castello.
6 juillet 1990
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 6 juillet 1990 (≈ 1990)
Fronti, tetti e colombi protetti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Fronti e tetti del castello; colombaio (causa 2-11): entrata per ordine del 6 luglio 1990
Dati chiave
François de Theuilly - Signore e sponsor
Il castello fu costruito nel 1569.
Antoine Schneider - Acquirente durante la rivoluzione
Sindaco di Dieuze e notaio reale.
Eugène Schneider - Personalità nata nel castello
Figlio di Antoine, nato nel 1805.
Origine e storia
Il Castello di Bidestroff è un edificio iconico situato nel comune di Bidestroff, Moselle, nella regione del Grand Est. Costruito nel 1569 dal Lord François de Theuilly, incarna l'architettura difensiva rinascimentale con le sue due torri circolari con cannoni alla loro base. Questo castello, tipico delle residenze signorili del tempo, riflette le tensioni politiche e militari del XVI secolo in Lorena, una regione poi segnata da conflitti di confine e rivalità nobiliari.
Durante la Rivoluzione francese, il castello cambiò le mani e fu acquistato da Antoine Schneider, una figura locale influente: sindaco di Dieuze, notaio reale e membro del Consiglio Generale di Meurthe. Vide suo figlio, Eugene Schneider, nato lì nel 1805, legando così la storia del monumento a quella di una famiglia che ha svolto un ruolo nell'industria e nella politica regionale nel XIX secolo. Le facciate, i tetti e la colomba del castello sono infine protetti come monumenti storici con decreto del 6 luglio 1990, riconoscendo il loro valore di patrimonio.
Architettonicamente, il castello si distingue per i suoi elementi difensivi, come i cannoni, integrando al contempo caratteristiche residenziali tipiche delle case aristocratiche del Rinascimento. La sua colombacota, spesso simbolo del privilegio seigneuriale, ha sottolineato lo status sociale dei suoi proprietari successivi. Oggi testimonia sia il patrimonio tardo medievale che le trasformazioni sociali generate dalla Rivoluzione, rimanendo un importante punto di riferimento storico nel paesaggio mosellano.