Costruzione iniziale 1601-1700 (≈ 1651)
Periodo del XVII secolo menzionato.
1751-1800
Grandi trasformazioni
Grandi trasformazioni 1751-1800 (≈ 1776)
Seconda metà del XVIII secolo indicato.
13 mai 1992
Registrazione Monumento storico
Registrazione Monumento storico 13 mai 1992 (≈ 1992)
Protezione ufficiale del castello e incinta.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Castello, compreso il terreno delle trame e la parete di recinzione (cad. D 796, 798, 2667): entrata per ordine del 13 maggio 1992
Dati chiave
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Il testo sorgente non menziona alcun nome.
Origine e storia
Château Saint-Jean de L'Argentière-la-Bessée è un edificio costruito tra il XVII e la seconda metà del XVIII secolo. Situato nel comune di L'Argentière-la-Bessée (Hautes-Alpes), è stato classificato come monumento storico dal 1992, tra cui il castello stesso, il suo pavimento e la sua parete di recinzione. La posizione precisa, nota come "passabile" (livello 5/10), colloca il sito all'indirizzo approssimativo di 5 Rue du Château. Questo edificio, di proprietà del comune, riflette le trasformazioni architettoniche e strategiche della regione in quel momento.
In epoca moderna, castelli come L'Argentière-la-Bessée spesso servirono come checkpoint o residenze per le élite locali. Nelle Hautes-Alpes, una regione caratterizzata da un'economia rurale e scambi transalpini, questi edifici hanno svolto un ruolo difensivo e simbolico. La loro presenza rifletteva il potere dei signori o delle comunità, adattandosi alle crescenti esigenze militari e amministrative dei secoli XVII e XVIII. Le pareti di recinzione, come quella qui protetta, evidenziano questa duplice funzione di protezione e prestigio.
L'inclusione del castello nell'inventario dei monumenti storici nel 1992 ha conservato un patrimonio rappresentativo della storia provenzale e alpina. Elementi protetti, compreso il terreno e adiacenti trame, suggeriscono il desiderio di preservare non solo la struttura stessa, ma anche il suo ambiente immediato. Questo fa parte di una più ampia politica di valorizzazione degli edifici regionali, spesso legati all'identità locale e alle dinamiche territoriali passate.
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