Battaglia di Bry-Champigny 1870 (≈ 1870)
Bracci e ricordi esposti.
1909-1912
Stabilimento iniziale
Stabilimento iniziale 1909-1912 (≈ 1911)
Museo di storia locale nel municipio.
1973
Ristrutturazione
Ristrutturazione 1973 (≈ 1973)
Diventa un museo Adrien Mentienne.
fin XIXe siècle
Ricerca di Adrien Mentienne
Ricerca di Adrien Mentienne fin XIXe siècle (≈ 1995)
Scoperte archeologiche locali.
2010
Chiusura parziale
Chiusura parziale 2010 (≈ 2010)
Solo lo spazio Joron rimane aperto.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Adrien Mentienne - Collezionista e archeologo
Ricerche e donazioni al museo.
Maurice Joron - Pittore locale
Spazio dedicato nel museo.
Louis Daguerre - Pioniere della fotografia
Lavori e daguerreotipi esposti.
Origine e storia
Il Museo Adrien Mentienne trova le sue origini in un piccolo museo di storia locale creato tra il 1909 e il 1912, originariamente situato nel municipio di Bry-sur-Marne. Nel 1973 è stato ristrutturato e rinominato in omaggio ad Adrien Mentienne, un collezionista locale che ha contribuito al suo arricchimento da scavi archeologici effettuati alla fine del XIX secolo. Le collezioni includono poi gallo-romano, merovingiano, daguerreotipi e ricordi della guerra del 1870, riflettendo la ricca storia della regione.
Dal 2010 il museo è chiuso al pubblico, ad eccezione dello spazio Joron, dedicato alle opere del pittore Maurice Joron. Questo luogo conserva pezzi notevoli, come il bos primeginus (un grande manzo preistorico) scoperto in una arenaria locale all'inizio del XX secolo, così come armi e gioielli dagli scavi di Adrien Mentienne. Le collezioni coprono vari campi: archeologia nazionale (protostoria, periodo gallo-romano, periodo paleocristiano), fotografie antiche e oggetti legati alla battaglia di Bry-Champigny nel 1870.
Il museo è etichettato "Musée de France" e si trova in 1 Grande Rue Charles de Gaulle in Val-de-Marne. Il suo patrimonio comprende anche opere di Louis Daguerre, pioniere della fotografia, nonché poster di Julien Lacaze. Nonostante la sua parziale chiusura, rimane un importante testimone della storia locale, mescolando l'archeologia, l'arte moderna e i ricordi militari, mettendo in evidenza il lavoro di collezionisti come Adrien Mentienne e Maurice Joron.
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