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Guida coperta da La Roche a Les Fées de la Brousse à Plénée-Jugon en Côtes-d'Armor

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Allées couvertes

Guida coperta da La Roche a Les Fées de la Brousse

    La Brousse
    22640 Plénée-Jugon
Proprietà del comune
Allée couverte de La Roche aux Fées de la Brousse
Allée couverte de La Roche aux Fées de la Brousse
Allée couverte de La Roche aux Fées de la Brousse
Allée couverte de La Roche aux Fées de la Brousse
Crédit photo : Crepi22 - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1875
Scavi archeologici
26 août 1970
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vicolo coperto noto come La Roche aux Fées (Box D 1402): per ordine del 26 agosto 1970

Dati chiave

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Origine e storia

La corsia coperta di La Roche aux Fées, detta anche La Petite Bernais o La Gentière, è un monumento megalitico situato sul lato nord di una collina di Plénée-Jugon, nella Côtes-d-Armor (Bretagne). Arrampicata a 135 metri sul livello del mare, misura 14,80 metri di lunghezza, spaziando da 1,20 a 1,56 metri. Originariamente composto da trentacinque blocchi (sabbia di quarzo locale e shale rosso), ora ha cinque tavoli di coperta, quattordici orthostats (altezza a ovest, sei a est) e una lastra di comodino. I suoi orthostat, inclinati all'interno, delimitano una camera funebre caratteristica delle navate coperte.

Il monumento fu perquisito nel 1875 dalla North Coast Archaeological Society, ma oggi non è disponibile alcun conto di questi scavi. Classificato come monumenti storici dal 26 agosto 1970, appartiene ora al comune di Plénée-Jugon. Il suo stato attuale non permette di datare la sua costruzione proprio, anche se la sua architettura e materiali suggeriscono un'origine neolitica, tipica delle sepolture collettive di questo periodo in Bretagna.

L'assenza di fonti dettagliate sulla sua storia limita la comprensione del suo uso esatto e del suo contesto sociale. Come la maggior parte delle navate coperte Breton, questo monumento doveva servire come una tomba collettiva, riflettendo le pratiche funerarie e le credenze delle comunità neolitiche locali. La sua elevazione, che domina il paesaggio, può indicare un desiderio di visibilità o un collegamento con punti di riferimento geografici o simbolici, anche se questa ipotesi rimane non confermata dai testi disponibili.

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