Costruzione del convento XIVe siècle (≈ 1450)
Fondazione da Domenicani a Roussillon
1928
Monumento storico
Monumento storico 1928 (≈ 1928)
Protezione dei restanti muri per decreto
1996
Ritorno parziale a Collioure
Ritorno parziale a Collioure 1996 (≈ 1996)
Reintegrazione dell'arco conservato
Début XXe siècle
Vendita a un rivenditore antico
Vendita a un rivenditore antico Début XXe siècle (≈ 2004)
Perdita di sei capitali e basi
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Muro: con decreto del 15 luglio 1928
Dati chiave
Information non disponible - Nessun personaggio citato
Fonti non menzionano attori storici
Origine e storia
L'antico chiostro dei Domenicani di Collioure, oggi parzialmente visibile in Anglet, è un vestigio medievale del XIV e XV secolo. Originariamente integrato nel convento domenicano di Collioure, uno dei tre stabilimenti di questo ordine nel Roussillon, rimane solo la chiesa a navata singola e un arco del chiostro. Quest'ultimo si distingue per diciassette arcate di marmo Ceret, supportate da due colonne e da un portale in marmo. Il tutto fu in parte smantellato all'inizio del XX secolo, perdendo sei capitali e basi dopo la sua vendita ad un commerciante antico.
Il convento di Collioure, meno imponente di quello di Perpignan, illustra l'impianto dei Domenicani nella regione. L'arco conservato, classificato come Monumento Storico nel 1928, fu trasferito ad Anglet prima di tornare a Collioure nel 1996. Il suo stato attuale riflette le vicissitudini della sua conservazione, tra dispersione e parziale restauro. I marmi locali, tipici dell'artigianato Roussillon, sottolineano il legame tra questo patrimonio e le risorse regionali.
L'attuale posizione del chiostro, sia in Anglet (indirizzo amministrativo) che in Collioure (sito di origine e di ritorno nel 1996), rivela una storia turbolenta. Le coordinate GPS collocano il monumento vicino alla strada per Port-Vendres, mentre la sua classificazione protegge le restanti pareti. La mancanza di dettagli sulla sua accessibilità pubblica limita le informazioni pratiche, ma il suo status di monumento storico lo rende un testimone chiave del patrimonio religioso medievale in Occitanie.
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