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Antico sito o antica villa chiamata Les Buissières à Panossas dans l'Isère

Antico sito o antica villa chiamata Les Buissières

    180-182 Chemin de Frontonas
    38460 Panossas
Proprietà privata
Site antique ou villa antique dit des Buissières
Site antique ou villa antique dit des Buissières
Site antique ou villa antique dit des Buissières
Crédit photo : Ce fichierest l’œuvre deXavier Caré. Merci de cré - Sous licence Creative Commons

Timeline

Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100 av. J.-C.
0
100
200
1900
2000
40 av. J.-C. (environ)
Costruzione di silo e forge
Fin du Ier siècle apr. J.-C.
Costruzione di bagni termali
Années 1960
Prima identificazione del sito
2004
Scoperta ufficiale del sito
2012-2016
Campagne di ricerca annuali
11 septembre 2015
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Antico sito o antica villa conosciuta come Les Buisseries, chemin de Frontenas: l'intero sito antico, così come i suoi pacchi e tutti i resti antichi trovati lì, sia in elevazione o sepolta già avvistato o sconosciuto (cad. C 584, 591-596, 674, 749, 751, 753, 755, 757, 759, 761, 765): registrazione per ordine del 11 settembre 2015

Dati chiave

Matthieu Poux - Professore di Archeologia Direttore scientifico degli scavi (Université Lyon 2).
Aldo Borlenghi - Docente in Archeologia Co-Direttore degli scavi (Université Lyon 2).

Origine e storia

Il sito archeologico di Les Buissières, situato a Panossas in Isère (Auvergne-Rhône-Alpes), è un complesso gallo-romano risalente al I al IV secolo. Si compone di due 150 m di settori distanti: ad ovest, un grande silo di grano e una forgia risalente al 40 a.C.; ad est, un complesso termale della fine del I secolo d.C., le cui pareti crescono ancora da 2 a 4 metri. Questo sito, noto fin dagli anni '60 da fotografie aeree e un tumulo di resti, è stato ufficialmente scoperto nel 2004.

Gli scavi, guidati da Matthieu Poux (Professore di Archeologia) e Aldo Borlenghi (Master of Lectures) dell'Università Lione 2 (ArArArAr Laboratory), hanno mobilitato studenti e volontari delle associazioni GAROM e SAB tra il 2012 e il 2016. Cinque campagne sistematiche hanno rivelato la portata del sito, tra cui i suoi bagni pubblici, suggeriti dalla qualità delle murature e degli arredi. L'edificio termale, parzialmente sepolto sotto un grove, ha conservato altezze di parete fino a 4 metri, un raro caso per la zona.

Il sito è stato elencato come monumenti storici nel 2015 per la sua interezza, tra cui terra e resti sotterranei, su appezzamenti specifici del cadastre. Gli scavi hanno permesso di ricostruire il piano delle terme, la loro stratigrafia e la disposizione dei loro spazi, confermando al contempo la loro vocazione pubblica piuttosto che privata. La posizione, vicino alla palude di Charamel e al sentiero di Frontonas, mette in evidenza la sua integrazione in un paesaggio agricolo e artigianale gallo-romano.

Le scoperte archeologiche evidenziano l'organizzazione territoriale e sociale di questo sito, tipico degli insediamenti rurali romani nella regione. Gli oggetti e le strutture (silo, forge, terme) mostrano un'attività mista, sia agricola, artigianale che termica, che riflette la diversità economica della campagna di Lione durante l'Impero. Lo studio di decorazioni e tecniche di costruzione offre anche indici di scambi culturali e standard di vita locali.

La designazione di monumenti storici nel 2015 ha protetto un patrimonio fragile, minacciato da erosione e attività agricole. I rapporti annuali di scavo, archiviati dall'Università Lione 2, sono ora utilizzati come riferimento per lo studio delle ville gallo-romane a Isère. Il sito, anche se non permanentemente aperto al pubblico, è una risorsa importante per comprendere l'occupazione romana nel quartiere sud-est di Gallia.

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