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Aquis Segeste in Sceaux-du-Gâtinais dans le Loiret

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Loiret

Aquis Segeste in Sceaux-du-Gâtinais

    Chemin de César
    45490 Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
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Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Aquis Segeste à Sceaux-du-Gâtinais
Crédit photo : Franz53sda - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
100
200
300
400
500
1800
1900
2000
Ier siècle
Fondazione del santuario
IIe siècle
Età di Aquis Segeste
Fin IVe siècle
Abbandonamento del sito
1836
Riscoperto da Jollois
1917
Identificazione di Jacques Soyer
1973
Discovery of ex-voto in Segeta
9 décembre 1986
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui
2025–2027
Costruzione del museo archeologico

Patrimonio

Insieme monumentale gallo-romano con vocazione culturale (vestigia) (Box ZP 119, 120): per ordine del 9 dicembre 1986

Dati chiave

Segeta - Dea celtica dell'acqua Custode del santuario
Titus Marius Priscinus - Donatore cittadino romano Autore di un ex-voto a Segeta (II secolo)
Jean-Baptiste Jollois - Ponte e ingegnere stradale Primo sovrintendente del sito (1836)
Jacques Soyer - Archivista di Loiret Identifica Aquis Segeste nel 1917
Michel Roncin - Archeologo Ricerca Santuario (1963-1976)
Maria Sacra - Priscinus ragazza Acheva Ix-voto parentale (II secolo)

Origine e storia

Aquis Segeste, citato sul tavolo Puisinger sotto il nome di Aquis Segeste (corretto in Aquae Segetae da ricercatori moderni), è un agglomerato secondario gallo-romano situato in Sceaux-du-Gâtinais, Loiret (Central-Val de Loire region). Questo sito archeologico, fondato nel primo secolo su un preesistente luogo di culto gallico, ha il suo culmine nel secondo secolo prima di diminuire gradualmente fino al suo abbandono alla fine del IV secolo. Si organizza intorno ad un santuario di origine dedicato alla dea Segeta, divinità celtica associata ad acque curative, il cui culto attira pellegrini e mercanti. Il santuario, circondato da un peribolo peristyle, comprende una ninfa poliloba (unità in Francia alla sua scoperta nel 1973), bagni curativi, e un teatro che può ospitare fino a 15.000 spettatori. quartieri residenziali, laboratori artigianali e una rete urbana strutturata completano questo complesso urbano di 25 ettari.

Lo sviluppo di Aquis Segeste è legato alla sua posizione strategica nei pressi della Via Romana Sens-Orléans (chiamata "Via di Cesare") e vicino al Fusain, affluente del Loing, asse fluviale principale. La città, attaccata alla Civitas des Senons (provincia di Gaule Lyonnaise), prospera grazie al suo status di città d'acqua, una delle cinquantadue citate sul tavolo Puisinger. Il suo declino iniziò dopo gli incendi nel terzo secolo, aggravati dalla crisi economica e dall'ascesa del cristianesimo. Nel IV secolo, il santuario fu parzialmente distrutto e poi abbandonato ad un agglomerato merovingiano vicino alla città attuale. Dimenticato per secoli, il sito è stato riscoperto nel XIX secolo dall'ingegnere Jean-Baptiste Jollois, che l'ha mistificato come Vellaunodunum. Solo nel 1917 l'archivista Jacques Soyer stabilì il legame con Aquis Segeste, confermato nel 1973 dalla scoperta di un ex-voto dedicato a Segeta.

Gli scavi archeologici, effettuati dagli anni '60 (in particolare da Michel Roncin), rivelarono una complessa rete idraulica (acquedotto di 25 km, tubi in legno), offerte votive (stituette, monete, oculari ex-voto o genitali), e tracce di attività artigianali (tavole, bronzai, guaritori). Il sito, classificato come monumento storico nel 1986, è ora parzialmente accessibile al pubblico. Un museo archeologico, la cui prima pietra fu posta nel 2025, fu aperto nel 2027 per esporre le collezioni sparse e valorizzare questo patrimonio. I resti visibili includono la ninfa, le porzioni del peribol e le fondazioni del teatro, mentre le recenti prospezioni (radar, fotografie aeree) hanno identificato i fanum e le aree residenziali sepolte.

L'economia di Aquis Segeste si basava sul pellegrinaggio terapeutico, sul commercio (santuari, laboratori madreperla o bronzo) e sull'agricoltura locale. Gli scambi sono attestati da ceramiche sigillate da Lezoux, marmi da Châtelperron, e monete da Lione, Treviri o Roma. Società, romanizzata (come testimoniato dalla nomina tria di donatori), coesiste con tradizioni gautiche, come il culto Segeta. L'abbandono del sito nel V secolo coincide con l'ascesa del borgo medievale di Seals, dove sono stati scoperti due cimiteri merovingi. Le pietre del sito, riutilizzate fino al XIX secolo (chiesa Saint-Saturnin, castello di Courtempierre), conservarono la sua impronta nonostante l'oblio.

Recenti ricerche (2020-2023) hanno confermato l'estensione dell'agglomerato attraverso la prospezione geofisica, rivelando una rete urbana (80 × 40 m) e le terme pubbliche nel sud. Il fanum, situato a nord del santuario, attende ancora scavi per chiarire la sua architettura e la sua divinità tutelare (Apollon o Mercurio?). Il sito, gestito dall'associazione Segeta, è aperto agli eventi del patrimonio. Il suo futuro sviluppo comprende un percorso paesaggistico che materializza i monumenti sepolti, come parte di un progetto di sviluppo sostenuto dal Ministero della Cultura e dal Comune.

Collegamenti esterni