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Arc de Campanus d'Aix-les-Bains en Savoie

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Arc antique

Arc de Campanus d'Aix-les-Bains

    Place Maurice Mollard
    73100 Aix-les-Bains
Stato
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Arc de Campanus dAix-les-Bains
Crédit photo : Florian Pépellin - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
300
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Fin Ier ou IIe siècle
Costruzione dell'arco
1535
Prima descrizione moderna
1822
Salvataggio dalla distruzione
7 août 1890
Classificazione monumento storico
Années 2000
Nuova ipotesi funzionale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Arc de Campanus: per ordine del 7 luglio 1890

Dati chiave

Lucius Pompeius Campanus - Dedicatore e sponsor Degno di nota allobrogiana avendo finanziato l'arco per la sua famiglia.
Aymar du Rivail - Primo descrittore moderno (1535) Esegue l'arco come monumento militare.
François de Mouxy de Loche - Storico del XIX secolo Primo studio completo dell'arco e della sua epigrafia.
Philippe Leveau - Archeologo contemporaneo Reinterpretare il sito come una termica rurale *vicus*.

Origine e storia

L'Arco di Campanus, situato in Aix-les-Bains (ex Aquae), è un edificio romano risalente al I o II secolo, sotto l'Alto Impero. Costruito da Lucius Pompius Campanus, noto allobroge romanizzato della città di Vienna, rende omaggio alla sua famiglia, Les Pompii, via 14 cartucce epigrafiche parzialmente decifrate. Le sue dimensioni atipiche (9.15 m di altezza, 0,75 m di spessore) e la sua architettura sobria (ordine toscano, nicchie poco profonde) lo rendono un monumento unico, forse una porta simbolica tra le terme e il tempio di Diane.

L'arco è stato integrato in edifici medievali (un tribunale, stabile), mantenendo la sua struttura nonostante una graduale sepoltura. Riscoperto nel 1822 e classificato nel 1890, scatena dibattiti sulla sua funzione: monumento funerario (escluso il memerium), cancello urbano, o arco onorario. Recenti scavi suggeriscono che Aix-les-Bains fosse un vicus rurale agropastorale, dove l'aristocrazia locale (come Pompii e Titii) finanziava terme e monumenti, senza struttura urbana.

Le iscrizioni, orientate verso le terme, celebrano tre generazioni della famiglia Campanus, ma la loro interpretazione rimane parziale. L'arco, costruito in pietra di Seyssel (callato bianco di Franclens e Surjoux), presenta un fregio di nicchie alterne, inizialmente interpretato come urne o siti di statuette, ipotesi ora respinta. Il suo stato di conservazione limita la comprensione della sua soffitta, forse decorata con busti.

Le assunzioni sulla sua funzione si evolvono con scoperte archeologiche. Nel XIX secolo, c'era un arco trionfale (Aymar du Rivail, 1535) o un monumento al Basso Impero (Adolphe Joanne, 1882). Oggi dominano due teorie: il cancello monumentale che segna la transizione tra il santuario termale (fuori il villaggio) e il tempio (nel villaggio), o il monumento funebre esterno, come gli archi del ponte Flavio a Saint-Chamas. Quest'ultima ipotesi si basa sulla necropoli imperiale 300 m a nord.

L'arco è inseparabile dal contesto termico di Aix-les-Bains, dove l'aristocrazia allobrogiana ha investito in infrastrutture (termali, tempio di Diane) per guadagnare reddito. Pompii e Titii, le famiglie dominanti, lasciarono tracce epigrafiche, rivelando una società rurale organizzata intorno ai possessori (proprietari territoriali) e un consiglio di decemlicti. L'assenza di un centro monumentale strutturato e l'elevazione del sito (10 m tra tempio e bagni termali) rendono improbabile l'ipotesi di un'antica città classica.

Ranked tra i primi monumenti storici francesi (1890), l'arco di Campanus illustra la romanizzazione delle élite locali e l'adattamento dei modelli architettonici romani (come le porte di Narbonnaise) a un vicus alpino. Il suo studio, da François de Mouxy de Loche (XIX secolo) a Philippe Leveau (2000), riflette l'evoluzione dei metodi in archeologia, combinando epigrafia, topografia e scavi urbani.

Collegamenti esterni