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Castello di Bagnac à Saint-Bonnet-de-Bellac en Haute-Vienne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château de style néo-gothique
Haute-Vienne

Castello di Bagnac

    Bagnac
    87300 Saint-Bonnet-de-Bellac
Château de Bagnac
Château de Bagnac
Château de Bagnac
Château de Bagnac
Château de Bagnac
Château de Bagnac
Crédit photo : PicMirandole - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1400
1500
1800
1900
2000
XIVe siècle
Costruzione della torre d'angolo
1858–1870
Inizio del lavoro e interruzione
1875–1900
Ricostruzione neogotica
1902
Morte della Marchesa Elise
16 mai 1975
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Castello di Bagnac (cad. A 340): iscrizione per ordine del 16 maggio 1975

Dati chiave

Antony de Saint-Martin de Bagnac (1826–1892) - Marchese e sponsor Progettato il castello con sua moglie.
Élise de Préaulx de Bagnac - Marchese e artista Scolpò i modelli dei camini.
Comte de Chambord (1820–1883) - Richiesta iniziale Preferire il realista non e' mai arrivato.
Jean Chandos (1320–1369) - Inglese Generale Ucciso da un antenato, rappresentato in un camino.
Comte de Choulot - Giardino paesaggista Autore dei parchi mancanti.

Origine e storia

Il Castello di Bagnac, situato a Saint-Bonnet-de-Bellac in Haute-Vienne, è un edificio neo-gotico ricostruito nel 3° trimestre del XIX secolo (1858–180+) sul sito di un antico castello del XV secolo, distrutto durante le guerre di religione. Resta solo una torre d'angolo del XIV secolo, integrata con la ricostruzione. Il progetto, originariamente previsto come restauro del marchese Antony de Saint-Martin de Bagnac (1826-92) e sua moglie Élise, divenne una ricostruzione totale ispirata ai principi di Viollet-le-Duc, senza la sua partecipazione diretta. I piani, i lavori di legno e le sculture sono stati progettati dalla coppia, fervido legittimazionisti, per affermare il loro attaccamento alla monarchia e per lasciare il castello al conte di Chambord, fingendo al trono.

Le opere, interrotte dalla guerra del 1870, ripresero nel 1875 per finire dopo 25 anni, ingoiando una fortuna. Lo stile troubadour domina, con elementi medievali reinterpretati: cappella ispirata alla Sainte-Chapelle di Parigi, camini monumentali (tra cui un rappresentante di San Martino che condivide il suo cappotto), e una torre il Guette simboleggia la speranza di un restauro monarchico. Alla morte del conte di Chambord (1883), il castello cadde al barone Guy de Salvaing de Boissieu, poi fu affittato a un comandante di Laugaudin nel 1911. Abbandonato dopo il 1902, si deteriora nonostante la sua classificazione nei monumenti storici nel 1975.

L'interno ospitava notevoli stanze come il grande soggiorno e il suo camino dedicato al Conte di Chambord, o la sala biliardo che celebra la vittoria di un antenato sul generale inglese Jean Chandos (1369). La cappella, dedicata al Sacro Cuore e alla Madonna dei Sette Dolori, si affaccia su una camera d'archivio a volta. I giardini, disegnati dal conte di Chulot (autore dei parchi dello Château du Vigen), sono ormai scomparsi. Il castello, simbolo di un passato aristocratico e di un sogno politico incirca, incarna l'architettura eclettica del Secondo Impero e la nostalgia realista.

Le rovine attuali conservano tracce delle cantine medievali e del dungeon primitivo, mentre la torre del Guette — la cui scala è stata distrutta — avrebbe offerto, secondo la leggenda, una vista di Bellac. Il progetto iniziale, che unisce il restauro e la ricostruzione, riflette l'ambizione di Bagnac di perpetuare un lignaggio e un'identità, nonostante l'assenza di eredi diretti. Oggi il sito rimane chiuso al pubblico, testimone silenzioso di un tempo in cui l'architettura serviva come manifesto politico.

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