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Castello di Bessay e Parco en Vendée

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Vendée

Castello di Bessay e Parco

    18 Rue Principale 
    85320 Bessay
Château et le parc de Bessay
Château et le parc de Bessay
Château et le parc de Bessay
Château et le parc de Bessay
Crédit photo : Spouik - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1562-1598
Guerre di religione
4e quart XVIe siècle
Ricostruzione della torre rotonda
1793-1794
Rivoluzioni e rivolte salesiane
1873
Estinzione della famiglia Bessay
1932
Ranking di torre rotonda
depuis 1987
Campagna di ripristino
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Torre (reti) (Box ZB 455, 510): per ordine del 2 aprile 1932, emendata per ordine dell'11 aprile 1947; Fronti e tetti del castello; Scala del XVIII secolo (Box ZB 455, 510): iscrizione per ordine del 27 luglio 1988; Pigeonnier : classificazione per ordine del 6 dicembre 1990

Dati chiave

Giron de Bessay - Signore protestante e vice ammiraglio Ricostruì la torre nel 1577, vicino a Enrico IV.
Anne-Louis-Henri de La Fare - Cardinale e politico Nato nella torre, sermone del sacro di Charles X.
Charles de Bessay - Morti militari ad Arras Morì nel 1640 con il suo motto leggendario.
Paul Isaac de Bessay - Giovane salesiano Aide de camp a 14 durante la rivoluzione.
Bénigne-Marguerite et Louise de Bessay - Martiri religiosi Razzo nel 1794 a Cholet.

Origine e storia

Castello di Bessay, situato nel dipartimento di Vendée a Pays de la Loire, è un edificio emblematico risalente al IV trimestre del XVI secolo, con importanti cambiamenti nel XVII, XVIII e XIX secolo. Situato su una collina strategica tra la pianura di Luçon e la palude di Poitevin, si affaccia sulle valli di Smagne e Lay, in un paesaggio segnato dall'agricoltura e da un clima favorevole. La sua architettura combina il patrimonio medievale e le influenze rinascimentali, riflettendo gli sconvolgimenti delle guerre di religione (1562-1598) che hanno segnato la regione.

La torre rotonda, ricostruita nel 1577 da Giron de Bessay, incarna questa dualità: le sue nicchie, mâchicoulis e omicida evocano la difesa, mentre le sue dome snelle, muffe e pietre bianche (come in Chauvigny) tradiscono l'estetica italiana. All'interno, una cantina a volta, una cucina con un pass piatto, una stanza di Henri IV decorata con ecus martello alla Rivoluzione, e una stanza di guardie incorniciate con un percorso rotondo illustrano il suo uso sia residenziale che strategico. Una leggenda locale pone anche un cossard, una creatura fantastica. Nelle vicinanze, un colombacote quadrato di Bas-Poitou, un antico dungeon medievale ristrutturato, simboleggia il potere seigneuriale con i suoi 3.000 bulloni (uno per ettaro di terra).

Il castello è inseparabile dalla famiglia Bessay, attestata dal XIII secolo e legata al Lusignano dalla leggenda della fata Melusina. Giron de Bessay, protestante e vicino a Enrico IV, ricostruì la torre nel 1577 e mostrò le sue armi con quelle di sua moglie, Renée de Machecoul, su una cartuccia ora parzialmente cancellata. Sentato a morte per la violenza e il conflitto con il vescovo di Luçon, ha incarnato le tensioni religiose del tempo. Il suo discendente, Charles de Bessay, morì nel 1640 nell'assedio di Arras gridando il suo motto: "Fa' quello che devi e non aver paura!" Durante la Rivoluzione, il quattordicenne Paul Isaac de Bessay si unì ai realisti Vendesi, mentre due suore di famiglia, Benigne-Marguerite e Louise, furono uccise nel 1794 a Cholet.

Il cardinale Anne-Louis-Henri di La Fare, nato nella torre, segna la storia dal suo ruolo negli Stati Generali del 1789 e il suo sermone all'incoronazione di Carlo X. Dopo l'estinzione della linea nel 1873, il castello, passò a Beaumont, buio in abbandono: il tetto della torre crolla, e una lastra di cemento viene gettata urgentemente. Dal 1987, importanti restauri hanno dato vita al sito: ricostruzione delle strutture (compreso quello della torre rotonda dai Compagni del Devoir), posa di piastrelle romane sostituendo le ardesia del XIX secolo, e consolidamento della colomba. Questo lavoro, diffuso nel corso di decenni, ha permesso di riscoprire la silhouette storica del castello.

Parzialmente classificata nel 1932 (torre tonda) e nel 1990 (colombier), la tenuta è oggi una testimonianza architettonica unica, dove la difesa, il Rinascimento italiano e la memoria vendea si fondono. Il parco, popolato da cedri dal Libano e querce multisacolari, e il colombecote, uno dei più grandi della regione Bas-Poitou, completano questo patrimonio storico, da Galli alle guerre di Vendée.

Collegamenti esterni