Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Da conservare e riabilitare: la tenuta dello Château Bijou composta dalle seguenti parti costruite e non costruite: il castello (Box B 352); la cappella (Box B 354); il chiostro (Box B 355); da questo i giardini (Box B 271, 272); il lago (Box B 73); il molo (Box B 353); la riserva d'acqua dolce (cfr D 515): classificazione con decreto del 21 aprile 2008
Dati chiave
Madame Combes (née Saint-Macary) - Proprietario e patrono
Trasformato il gentilhommière in un castello eclettico.
M. Vidalinc - Proprietà attuale
Inizio restauro dal 2009.
Stéphane Bern - Portatore del Patrimonio Lotto
Sostegno finanziario nel 2022.
Origine e storia
Lo Château Bijou trova le sue origini in una semplice gentilhommière costruita da una certa Dussine. Nel XIX secolo, Madame Combes, nata Saint-Macary, intraprese opere colossali per trasformarla in un pittoresco castello, decorato con un parco paesaggistico. Quest'ultimo comprende un chiostro Breton ricostruito del XIII secolo, un tempio dell'Amore, così come una cappella neogotica che una volta ospitava un crocifisso Serchillano. Il proprietario ha anche deviato la strada dipartimentale per sviluppare la sua proprietà secondo i suoi desideri.
Come risultato di un incendio che ha danneggiato il suo tetto di zinco, il castello è stato abbandonato prima di essere acquistato nel 2009 dal signor Vidalinc, che ha intrapreso il suo restauro. Nel 2022 fu selezionato dai siti sostenuti dal Lotto du Patrimoine, beneficiando di una sovvenzione di 256.000 euro per la sua conservazione. La sua architettura eclettica e la storia romantica lo rendono un simbolo del patrimonio locale.
Labastide-Villefranche, fondata nel 1292 da Marguerite de Béarn per contrastare le pretese inglesi, era un luogo strategico e religioso. Il villaggio, segnato da conflitti tra cattolici e protestanti, vide il suo tempio distrutto dopo la revoca dell'Atto di Nantes. Lo Château Bijou, anche se dopo questo periodo difficile, fa parte di questo ricco paesaggio storico, tra patrimonio medievale e trasformazioni moderne.
Il parco del castello, concepito come un ambiente romantico, riflette i gusti del XIX secolo per follie architettoniche e giardini pittoreschi. La cappella neogotica, il molo e gli elementi ricostruiti testimoniano il desiderio di creare un universo onirico, combinando riferimenti storici e fantasy. Questi sviluppi, anche se parzialmente degradati, rimangono emblematici dello spirito del luogo.
La regione, ancorata nel Béarn, era un crocevia di influenze tra la Francia e l'Inghilterra, soprattutto durante le guerre di religione. Lo Château Bijou, anche se più recente, incarna questa dualità tra tradizione locale e ispirazione esterna, come testimoniano i suoi elementi di Breton o squallian. Il suo recente salvataggio illustra l'attaccamento contemporaneo a questo patrimonio ibrido.
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