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Castello di Bridiers à La Souterraine dans la Creuse

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Creuse

Castello di Bridiers

    Bridiers
    23300 La Souterraine
Château de Bridiers
Château de Bridiers
Château de Bridiers
Crédit photo : GoMarie - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1177
Seduto da Enrico II d'Inghilterra
1202
Caduta della torre iniziale
1356
Preso da Captal de Buch
1655
Fuoco e parziale restauro
24 septembre 1968
Monumento storico
1994–présent
Ricerca e ristorazione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Torre e resti del castello (causa D 534, 535, 537, 539 a 541): classificazione per decreto del 24 settembre 1968

Dati chiave

Henri II d'Angleterre - Re d'Inghilterra Assassinato e prese il castello nel 1177.
Captal de Buch - Capo militare Gascon Ally of the English, prese Bridiers nel 1356.
Henry Pot - Proprietario nel XVII secolo Si adatta a volte il dungeon dopo il fuoco del 1655.
Jean-Philippe Béguin - Creatore del giardino medievale Iniziatore del progetto nel 1999 con il comune.

Origine e storia

Castello di Bridiers, situato nell'est della Souterraine (Creuse, Nuova Aquitania), è un rudere medievale eretto dalla fine del XII secolo dai Visconti di Aubusson. Installato su uno sperone sbarrato con ripidi pendii, controllava un crocevia strategico tra le strade gautiche (Lyon-Saintes) e le strade romane (Bordeaux-Bourges). La sua dungeon circolare, ricostruita dopo il crollo del 1202, e il suo recinto pentagonale riflettono un'architettura militare adattata ai conflitti del tempo, come gli assedi del 1177 da Enrico II d'Inghilterra o 1356 da Captal de Buch, alleato degli inglesi.

Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1968, comprende oggi i resti della torre alta (24,6 m, con cantina semi-indipendente e tre piani), cortine, e un giardino medievale mantenuto dal 2008. Gli scavi archeologici, condotti dal 1994 da un sito di inserimento, hanno rivelato strutture come forni, una stalla e un pozzo di 14 m nella cantina dungeon. La torre, consolidata e parzialmente restaurata, ospita una sala a volta al 1° piano, latrine e tracce di camini distrutti.

Il castello, sede di una limousine Visconte sotto il Poitou, fu un problema militare e politico fino al XVII secolo. Dopo un incendio nel 1655, il suo proprietario Henry Pot fece la parte superiore del dungeon per renderlo una piattaforma. Abbandonato nel XVIII-XV secolo, il sito fu acquistato dal comune e riaperto al pubblico. Oggi ospita eventi come il Fresque storico di Bridiers (uno spettacolo piromusicale con 500 volontari) e mostre estive, offrendo al contempo libero accesso al recinto (montato alla torre paga).

L'architettura della dungeon, tipica del XIII secolo, unisce elementi difensivi (mâchicoulis, ponte levatoio mancante, omicida) e residenziali (strada pianeggiante, ridotta costruita). Gli scavi confermarono la presenza di tre torri torreggianti (non quattro, come suggerito da un piano del XIX secolo), così come la posizione della cappella, identificata da tracce di murales intorno al 1860. Il collezionista di latrini, integrato nello spessore delle pareti, illustra l'ingegno dei costruttori medievali.

Il giardino medievale, creato nel 1999 vicino alla torre, è mantenuto dai servizi comunali e da una mandria di capre Rove. Si ispira agli usi vegetali del Medioevo, completando lo sviluppo del sito. Dal 2019, gli scavi e i restauri continuano, con l'obiettivo di stabilizzare i resti e migliorare la ricezione pubblica, preservando al contempo l'autenticità delle strutture (come le volte crollate del 2° e 3° piano).

Infine, il castello di Bridiers testimonia le dinamiche feudali nel Limous March, tra Poitevin, Berrichonne e influenze inglesi. Il suo declino, accelerato dall'abbandono post-XVII secolo, contrasta con il suo passato ruolo di ambita roccaforte. Oggi, il sito unisce patrimonio, pedagogia (visibile sito archeologico) e animazioni culturali, attirando visitatori e ricercatori grazie alla sua turbolenta storia e resti emblematici.

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