Costruzione di calvario XVIIIe siècle (≈ 1850)
Tempo stimato di creazione del calvario.
6 mai 1927
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 6 mai 1927 (≈ 1927)
Protezione ufficiale da sola.
27 juillet 1938
Ritiro parziale dall'inventario
Ritiro parziale dall'inventario 27 juillet 1938 (≈ 1938)
Cappella a strisce tranne il calvario.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Calvario della cappella di Lancerf (cad. AC 148): iscrizione per decreto del 6 maggio 1927
Dati chiave
Fils de Napoléon III - Personaggio storico correlato
Rimani nella cappella.
Petit-fils de Napoléon III - Personaggio storico correlato
Rimani nella cappella.
Origine e storia
Il Calvario della cappella di Lancerf è un monumento situato a Ploubazlanec, nel dipartimento di Côtes-d'Armor, in Bretagna. Questo calvario, probabilmente eretto nel XVIII secolo, è stato originariamente installato nel cimitero che circonda la chiesa. Venne poi spostato per essere posto nella parte superiore dell'arco della porta meridionale della cappella, che essa stessa risale al XVI secolo, con importanti modifiche nel XVII e XIX secolo. La cappella, con un piano semplice, comprende una navata affiancata da due piccole cappelle che formano transetto e un portico laterale sud.
Il calvario è l'unico elemento della cappella ad essere stato conservato come monumento storico dopo che la cappella stessa è stata rimossa dall'inventario nel 1938, con l'eccezione di questo ordeal. Fu registrato come monumenti storici per ordine del 6 maggio 1927. La cappella avrebbe ospitato anche i resti di un figlio e nipote di Napoleone III, anche se questa informazione rimane aneddotica rispetto all'importanza architettonica del calvario.
Originariamente situato a Plourivo, il calvario è stato integrato nella cappella di Lancerf dopo il suo spostamento. La cappella, sebbene modificata più volte, conserva un carattere modesto, tipico degli edifici religiosi di Breton di quel tempo. Il calvario, invece, illustra l'arte religiosa locale del Settecento, segnata dalla sobrietà e da una funzione commemorativa e spirituale.
La protezione del calvario nel 1927, e il parziale ritiro della cappella dall'inventario nel 1938, riflettono le scelte del patrimonio dell'epoca, favorendo gli elementi più rappresentativi o meglio conservati. Oggi, il Calvario rimane una testimonianza della storia religiosa e funebre della regione, pur essendo un esempio del riutilizzo di un oggetto sacro in un nuovo contesto architettonico.
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