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Cappella Saint-Hippolyte-du-Bouchier à Saint-Martin-de-Queyrières dans les Hautes-Alpes

Hautes-Alpes

Cappella Saint-Hippolyte-du-Bouchier

    255 N94
    05120 Saint-Martin-de-Queyrières

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1118
Primo ingresso scritto
1509
Data verniciata in situ
2e moitié XVe siècle
Costruzione iniziale
1er quart XVIe siècle
Finire il paesaggio
25 octobre 1990
Classificazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Saint-Jacques-de-Prelles (cad. A 4626): classificazione per ordine del 25 ottobre 1990

Dati chiave

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Origine e storia

La cappella Saint-Hippolyte-du-Bouchier, situata a Saint-Martin-de-Queyries nelle Hautes-Alpes, è un edificio religioso costruito tra la seconda metà del XV secolo e il primo quarto del XVI secolo. La sua architettura si distingue per una navata di un arco coperto da un soffitto, esteso da un'abside a volta in cul-de-four. La facciata originale, ora estinta, sostenne un campanile con due baie, ora in ritiro dopo l'allungamento della navata. I materiali utilizzati, come il tufo intrecciato, e le decorazioni dipinte (tra cui una data del 1509 sull'arco trionfale) testimoniano la sua evoluzione stilistica tra tardo gotico e l'inizio del Rinascimento.

Il sito è menzionato a partire dal 1118 nella cartulare di Oulx, rivelando la sua anzianità come luogo di culto. Alla fine del Medioevo, la cappella era un pellegrinaggio attivo, attirando i fedeli locali. Gli affreschi interni, parzialmente risalenti alla fine del XV o all'inizio del XVI secolo, così come la fasciatura che ricopre le pareti, sottolineano il suo ruolo sia spirituale che artistico. Classificata come monumento storico nel 1990, appartiene ora al comune e conserva tracce tangibili della sua funzione passata, tra devozione e patrimonio locale.

La trasformazione della facciata e del movimento del campanile illustrano i successivi ritocchi, probabilmente legati all'afflusso dei pellegrini o alle necessità liturgiche. L'uso di tufo, pietra vulcanica locale, e la semplicità degli archi del campanile riflettono le risorse regionali e il know-how. Anche se gli archivi mancano sui suoi fondatori, l'edificio incarna la pietà rurale alpina e gli adattamenti architettonici tipici dei santuari di montagna tra due periodi di cerniere.

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