Primo ingresso scritto 1118 (≈ 1118)
Cartular di Oulx cita una cappella.
1509
Data verniciata in situ
Data verniciata in situ 1509 (≈ 1509)
Arco trionfale decorato.
2e moitié XVe siècle
Costruzione iniziale
Costruzione iniziale 2e moitié XVe siècle (≈ 1550)
Nef e abside costruito.
1er quart XVIe siècle
Finire il paesaggio
Finire il paesaggio 1er quart XVIe siècle (≈ 1625)
Freni e modifiche.
25 octobre 1990
Classificazione MH
Classificazione MH 25 octobre 1990 (≈ 1990)
Protezione ufficiale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Saint-Jacques-de-Prelles (cad. A 4626): classificazione per ordine del 25 ottobre 1990
Dati chiave
Information non disponible - Nessun nome citato
Fonti silenziose sugli attori.
Origine e storia
La cappella Saint-Hippolyte-du-Bouchier, situata a Saint-Martin-de-Queyries nelle Hautes-Alpes, è un edificio religioso costruito tra la seconda metà del XV secolo e il primo quarto del XVI secolo. La sua architettura si distingue per una navata di un arco coperto da un soffitto, esteso da un'abside a volta in cul-de-four. La facciata originale, ora estinta, sostenne un campanile con due baie, ora in ritiro dopo l'allungamento della navata. I materiali utilizzati, come il tufo intrecciato, e le decorazioni dipinte (tra cui una data del 1509 sull'arco trionfale) testimoniano la sua evoluzione stilistica tra tardo gotico e l'inizio del Rinascimento.
Il sito è menzionato a partire dal 1118 nella cartulare di Oulx, rivelando la sua anzianità come luogo di culto. Alla fine del Medioevo, la cappella era un pellegrinaggio attivo, attirando i fedeli locali. Gli affreschi interni, parzialmente risalenti alla fine del XV o all'inizio del XVI secolo, così come la fasciatura che ricopre le pareti, sottolineano il suo ruolo sia spirituale che artistico. Classificata come monumento storico nel 1990, appartiene ora al comune e conserva tracce tangibili della sua funzione passata, tra devozione e patrimonio locale.
La trasformazione della facciata e del movimento del campanile illustrano i successivi ritocchi, probabilmente legati all'afflusso dei pellegrini o alle necessità liturgiche. L'uso di tufo, pietra vulcanica locale, e la semplicità degli archi del campanile riflettono le risorse regionali e il know-how. Anche se gli archivi mancano sui suoi fondatori, l'edificio incarna la pietà rurale alpina e gli adattamenti architettonici tipici dei santuari di montagna tra due periodi di cerniere.