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Cappella di Burthulet à Saint-Servais en Côtes-d'Armor

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle gothique
Clocher de style Beaumanoir
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Chapelle de Burthulet
Crédit photo : Binche - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1540
Primo ingresso scritto
1627
Costruzione del portico meridionale
1697
Ultimo archivio ospedaliero
17 décembre 1968
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cappella di Burthulet e il suo placister, compreso il muro di recinzione e il calvario (Box C 541): per ordine del 17 dicembre 1968

Dati chiave

Jean de La Barre - Comandante di Quimper e Beauvoir Dichiara la cappella sotto la sua giurisdizione (1540).
Iaque Le Lay - Artigianato o donatore Nome inciso sul portico (1627).

Origine e storia

La cappella di Saint-Jean-Baptiste de Burthulet, situata nel villaggio di Burtulet, a 3 km a nord-est di Saint-Servais (Côtes d'Armor), domina una collina. Questo monumento storico, classificato nel 1968, presenta una pianta a croce latina con una navata fiancheggiata da lati bassi e trasmettitori prominenti. La facciata occidentale, ricostruita nel XVII secolo, conserva un precedente portale gotico, mentre il portico meridionale, datato 1627 dall'iscrizione IAQUE LE LAY, illustra l'evoluzione architettonica tra Rinascimento e Breton barocco. Le colline oblique, le baie di lancet trilobate e le volte di culla evidenziano il suo stile ibrido, tipico delle cappelle rurali del periodo.

All'interno, la cappella ospita elementi notevoli come uno stand in legno scolpito dei dodici apostoli (otto pannelli conservati), fregi geometrici rossastri, e una pietra bassorilievo con un volto incompiuto. Diverse lastre funerarie, decorate con tre cappotti a mezzaluna o due assi, testimoniano il suo ruolo funerario. Un fuoco angolare decorato con stampaggi via cavo e uno stemma frustroso tenuto dagli angeli con la caviglia nord completano questo arredamento sobrio ma simbolico. Questi dettagli riflettono l'importanza della cappella come luogo di culto e di memoria per la comunità locale.

Menzionato per la prima volta nel 1540 come treviale di Duault (annesso parrocchiale), la cappella dipendeva poi dalla commandoria di Quimper e Beauvoir, guidata da Jean de La Barre. Gli archivi del 1697 confermano il suo attaccamento all'ufficio di comando di La Feuillé, con gli stessi diritti delle altre cappelle ospedaliere. Tuttavia, il suo nome scomparve dai registri all'inizio del XVIII secolo, forse segnando il suo declino istituzionale. Il portico meridionale, datato 1627, e le modifiche del XVII secolo (facciata occidentale, campanile con camere a castello) attestano una fase di ristrutturazione legata al suo uso comunitario.

L'edificio incarna l'architettura religiosa bretone del XVI-XVII secolo, mescolando il patrimonio gotico (voûts, foothills, baie in rete) e influenze rinascimentali (porte al suolo, decorazioni scolpite). La sua piazza, parete recintata e calvario, classificata con la cappella, sottolinea la sua integrazione nel paesaggio sacro locale. La presenza di panchine in pietra sotto il portico occidentale e una monumentale credenza vicino al fuoco evoca pratiche liturgiche e commemorative uniche alle cappelle rurali del tempo.

La cappella di Burthulet illustra anche le dinamiche seigneuriali e ospedaliere della moderna Bretagna. La sua successiva appartenenza al comando di Quimper e poi al comando di La Feuillé rivela il suo ruolo nelle reti di carità e di potere religioso. Cappotti e lastre funerarie suggeriscono collegamenti con famiglie locali o donatori, anche se le loro identità specifiche rimangono sconosciute. L'assenza di record dopo il 1700 potrebbe indicare un progressivo disinteresse, in contrasto con la vitalità architettonica dei secoli precedenti.

Collegamenti esterni