Distruzione parziale 1872 (≈ 1872)
Cattura di estrazione per il faro Lavezzi.
1932
Trasferimento del pilastro
Trasferimento del pilastro 1932 (≈ 1932)
Colonna romana si trasferì a Bonifacio.
4 août 1992
Classificazione storica
Classificazione storica 4 août 1992 (≈ 1992)
Registrazione di resti come monumenti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Parcels 14-16, 123 e 132 in totale; resti contenuti nel Parcel 131 (Q 14-16, 123, 131, 132): iscrizione per ordine del 4 agosto 1992
Dati chiave
Prisonniers romains - Lavoro forzato
Sfruttato per estrarre il granito nel secondo secolo.
Carriers romains - Artigiani specializzati
Habitated sull'isola per quattro secoli.
Origine e storia
L'isola di Cavallo, situata nell'arcipelago Lavezzi a ridosso di Bonifacio, ospita i resti di una cava romana dalla fine del I o all'inizio del II secolo. I Romani mandarono i prigionieri per estrarre il granito per la costruzione di templi e edifici pubblici a Roma. Questo granito, attivamente commercializzato, illustra il controllo romano sulle rotte marittime tra la Corsica, la Sardegna e la penisola iberica, ricca di risorse minerali. Due relitti romani scoperti vicino all'isola confermano questa intensa attività portuale.
I resti della cava, notevolmente conservati fino al XIX secolo, comprendevano banche di estrazione, habitat di carriera e bassorilievo scolpiti sui blocchi. Tuttavia, la ripresa dell'estrazione nel 1872 per costruire il faro Lavezzi distrusse gran parte delle tracce romane. Solo un pilastro di granito, trasportato a Bonifacio nel 1932, rimane come memoriale. Oggi, i segni di taglio rimangono visibili sull'isola adiacente di San Bainso, classificato come monumenti storici dal 1992.
Dopo l'abbandono del sito da parte dei Romani, l'isola fu occupata sporadicamente, soprattutto da pastori del 1800. Nel XX secolo, divenne una lussuosa località, soprannominata "Isola dei miliardari", mantenendo tracce del suo antico passato industriale. Il suo isolamento e il suo stato privato ora limitano l'accesso ai resti, anche se il sito rimane una testimonianza eccezionale delle tecniche di estrazione romana.
Il contesto geologico dell'isola, legato alla Corsica e alla Sardegna da un istmo durante la Preistoria, lo ha reso un punto strategico per gli scambi mediterranei. I rifugi preistorici sub-rock attestano un'antica occupazione, ma è stato lo sfruttamento romano che ha segnato il suo paesaggio per molto tempo, con metodi quasi-industriali per il tempo. La carriera illustra così la romanizzazione economica della Corsica meridionale e la sua integrazione nelle reti commerciali dell'Impero.
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