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Heritage house a Ollioules dans le Var

Patrimoine classé
Maison classée MH
Hotel particulier classé

Heritage house a Ollioules

    20 Rue Gambetta
    83190 Ollioules
Maison du patrimoine à Ollioules
Maison du patrimoine à Ollioules
Maison du patrimoine à Ollioules
Maison du patrimoine à Ollioules

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1632
Acquistato da Melchior Martinenq
16 décembre 1998
Registrazione Monumento storico
6 décembre 2000
Classificazione parziale
2018-2020
Restauro e inaugurazione
15 juillet 2020
Aperto al pubblico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Melchior Martinenq - Avvocato, Giudice e Console Proprietario nel 1632.

Origine e storia

La Maison du Patrimoine, precedentemente chiamata "La Maison des Têtes", è un palazzo del XVII secolo situato a Ollioules, Var. Questo edificio, emblematico del successo borghese dell'epoca moderna, fu acquistato nel 1632 da Melchior Martinenq, avvocato, giudice e console di Ollioules. La sua architettura e l'arredamento d'interni, combinando il classicismo e il manierismo, riflettono l'influenza delle principali dimore urbane del tempo. Le gipserie ispirate al Rinascimento adornano i vestiboli, le scale monumentali e le gallerie, creando un sorprendente contrasto con la sobrietà della sua facciata.

Nel 1994, dopo secoli di trasmissioni tra proprietari privati, la casa è stata acquistata dalla città di Ollioules nel 1996, poi trasferita alla Communauté d'agglomeration Toulon Provence Méditerranée nel 2007. Classificata come monumento storico nel 1998 (registrazione) e nel 2000 (classificazione parziale), è stata restaurata dal 2018. Inaugurato nel febbraio 2020 come Centro di Interpretazione del Patrimonio, si apre al pubblico nel luglio 2020, proponendo un viaggio immersivo nella storia metropolitana, dall'antichità al presente.

L'interno della casa si distingue per le sue favolose decorazioni: archi, marmi falsi, e ottanta elementi zingari che rappresentano imperatori romani, alantes o grotteschi. Le sette sale interattive del museo sono caratterizzate da personalità locali, come Nicolas Fabri de Peiresc o Pierre Puget, attraverso modelli 3D, touch screen e ritratti animati. Questo luogo combina la conservazione del patrimonio e l'innovazione del museo.

Il seminterrato della casa, particolarmente ben conservato, rivela spazi tipici di distribuzione dall'inizio del XVII secolo: un corridoio a volta, un cortile interno con gallerie servite da una scala a rampa, e un pavimento in marmo. Gli zingari, datati intorno al 1600, si ispirano ai grotteschi del Rinascimento, mentre i dipinti trompe-l'oeil completano il tutto. Questi elementi dimostrano l'importanza architettonica del sito, nonostante l'assenza di fonti specifiche sulla sua costruzione iniziale.

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