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Castello di Asnières à Asnières-sur-Seine dans les Hauts-de-Seine

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château de style Classique
Hauts-de-Seine

Castello di Asnières

    89 Rue du Château
    92600 Asnieres-Sur-Seine
Proprietà del comune
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Château dAsnières
Crédit photo : Auteur inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1750
Acquisizione dal Marchese di Voyer
1752-1755
Creazione di borchie reali
1769
Vendita del castello
fin XVIIe siècle
Costruzione della prima residenza
1850
Festival Internazionale del Coro
1996
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Jardin (cad. AU 5): classificazione per ordine del 9 giugno 1971 - Château (cad. AU 93): classificazione per ordine del 18 luglio 1996

Dati chiave

Marc-René d’Argenson, marquis de Voyer - Proprietario e patrono Sponsor di opere nel XVIII secolo.
Jacques Hardouin-Mansart de Sagonne - Architetto del castello Autore del piano in Z.
Nicolas Pineau - Decoratore a roccia Ornamenti interni mancanti.
Guillaume II Coustou - Sculptore Autore delle opere del castello.
Claude-Henri Watelet - Raccoglitore e incisore Famoso residente del castello.
Jacques Offenbach - Compositore Dammi la palla degli Asnières.

Origine e storia

Il castello di Asnières, situato ad Asnières-sur-Seine nella Hauts-de-Seine, è stato eretto nel XVIII secolo nella posizione di una residenza precedente costruita alla fine del XVII secolo da Antoine Lemoyne, medico sacerdote a Sorbona. Sotto la reggenza, apparteneva alla Marchese de Parabère, amante del Reggente, prima di essere acquistato nel 1750 dal Marchese Marc-René d'Argenson de Voyer. Quest'ultimo lo fece una sontuosa tenuta, in competizione con le vicine residenze dei duchi di Richelieu e Choiseul.

Il marchese di Voyer ha riunito i migliori artisti del periodo per abbellire il castello: Jacques Hardouin-Mansart de Sagonne per l'architettura, Nicolas Pineau per ornamenti, e Guillaume II Coustou per sculture. La tenuta era anche sede del magazzino generale delle borchie di Asnières, in grado di ospitare 250 cavalli, e una galleria di dipinti fiamminghi e olandesi. Il castello divenne un simbolo di prestigio, con decorazioni rocciose ormai parzialmente disperse, come quelle del soggiorno centrale, visibili al castello di Cliveden House in Inghilterra.

Nel 1750, la tenuta fu ampliata dal Marchese attraverso acquisizioni forzate, compresa una parte della chiesa di Sainte-Geneviève per farne una cappella privata. Il castello, legato alle borchie di un maestoso vialetto, fu teatro di una festa pazzesca nel XIX secolo, come il Ballo d'Asnières, immortalato a La Vie parisienne d'Offenbach. Dopo aver servito come luogo di intrattenimento per la borghesia parigina, ospiterà istituzioni religiose fino al 1976, prima di essere restaurato e classificato come monumento storico nel 1996.

Il castello di Asnières influenzò costruzioni successive, come l'Hotel Porgès a Parigi (1892) o The Elms a Newport (USA, 1901). Oggi è sede della Federazione Francese di Chessmen. Le borchie, passate sotto il controllo reale nel 1764, furono demolite tra il 1812 e il 1835. Il giardino, classificato nel 1971, e la piazza Voyer-d.

Tra i notevoli aneddoti, Offenbach menziona il castello in due delle sue operette (La Vie parisienne, Geneviève de Brabant), mentre le poltroncine firmate Jean Gourdin, appartenenti a Coco Chanel, sono state assegnate nel 2018. Il castello illustra così l'alleanza tra arte, potere e vita mondana, dall'Illuminismo al XIX secolo.

Collegamenti esterni