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Castello di Faverges-de-la-Tour dans l'Isère

Isère

Castello di Faverges-de-la-Tour

    1 Rue de la Rolandière
    38110 Faverges-de-la-Tour

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XVe siècle
Costruzione iniziale
1732
Costruzione di stalle
Entre 1850 et 1885
Pseudo ristorante italiano
2004
Fine dell'attività Relais & Châteaux
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Famille de Virieu - Proprietari dal 1230 Possessione attestata al tredicesimo
Architecte Bresson - Ristorante ristorante nel XIX secolo Stile pseudo-italiano e mâchicoulis

Origine e storia

Il castello di Faverges-de-la-Tour, menzionato dal XIV secolo, ha le sue origini in un lungo periodo precedente. Di proprietà della famiglia di Virieu dal 1230 in poi, occupava una posizione strategica, controllando le strade principali come l'antica strada romana da Augusto tra Vienna e Aosta, così come la strada medievale da Morestel a Evrieu, soprannominata via Favergeysia. Il suo nome, derivato da Ad Fabrices, evoca un'antica attività metallurgica, condivisa con altre regioni alpine come il Vallese o il Savoia. Originariamente, la vicina parrocchia portava il nome di Saint-Barthélemy, prima di adottare quello del castello alla fine del XIII secolo, durante la separazione comunitaria.

Tra il XV e il XVIII secolo, il castello subì diversi cambiamenti architettonici. Un recinto rinforzato da una terrazza a volta e comuni del XVIII secolo (comprese le stalle del 1732) testimoniano la sua evoluzione. La torre sud-orientale, una volta una torre vigile, fu decapitata durante la Rivoluzione per simboleggiare l'uguaglianza repubblicana. Nel XIX secolo, l'architetto Bresson aggiunse elementi pseudo-italiani, come un cerchio mâchicoulis, mentre un tentativo di aggiungere torrette parzialmente fallito. Il sito, precedentemente un hotel di lusso (Relais & Châteaux fino al 2004), ospita ora seminari aziendali.

La strada nazionale 75, precedentemente conosciuta come Chemin des nanceces, illustra la storia sociale locale: presa dai Savoia che viaggiano a Lione per cercare i bambini da collocare come infermiera, riflette gli scambi umani ed economici della regione. Il castello, per la sua posizione e le sue trasformazioni, incarna così sia un patrimonio militare, una residenza signorile, sia un luogo di vita adattato a periodi successivi.

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