Costruzione iniziale XVe siècle (≈ 1550)
Castello dal XIV, costruito
1732
Costruzione di stalle
Costruzione di stalle 1732 (≈ 1732)
Data incisa su una finestra
Entre 1850 et 1885
Pseudo ristorante italiano
Pseudo ristorante italiano Entre 1850 et 1885 (≈ 1885)
Aggiungere mâchicoulis di Bresson
2004
Fine dell'attività Relais & Châteaux
Fine dell'attività Relais & Châteaux 2004 (≈ 2004)
Cambiamento della vocazione del sito
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Famille de Virieu - Proprietari dal 1230
Possessione attestata al tredicesimo
Architecte Bresson - Ristorante ristorante nel XIX secolo
Stile pseudo-italiano e mâchicoulis
Origine e storia
Il castello di Faverges-de-la-Tour, menzionato dal XIV secolo, ha le sue origini in un lungo periodo precedente. Di proprietà della famiglia di Virieu dal 1230 in poi, occupava una posizione strategica, controllando le strade principali come l'antica strada romana da Augusto tra Vienna e Aosta, così come la strada medievale da Morestel a Evrieu, soprannominata via Favergeysia. Il suo nome, derivato da Ad Fabrices, evoca un'antica attività metallurgica, condivisa con altre regioni alpine come il Vallese o il Savoia. Originariamente, la vicina parrocchia portava il nome di Saint-Barthélemy, prima di adottare quello del castello alla fine del XIII secolo, durante la separazione comunitaria.
Tra il XV e il XVIII secolo, il castello subì diversi cambiamenti architettonici. Un recinto rinforzato da una terrazza a volta e comuni del XVIII secolo (comprese le stalle del 1732) testimoniano la sua evoluzione. La torre sud-orientale, una volta una torre vigile, fu decapitata durante la Rivoluzione per simboleggiare l'uguaglianza repubblicana. Nel XIX secolo, l'architetto Bresson aggiunse elementi pseudo-italiani, come un cerchio mâchicoulis, mentre un tentativo di aggiungere torrette parzialmente fallito. Il sito, precedentemente un hotel di lusso (Relais & Châteaux fino al 2004), ospita ora seminari aziendali.
La strada nazionale 75, precedentemente conosciuta come Chemin des nanceces, illustra la storia sociale locale: presa dai Savoia che viaggiano a Lione per cercare i bambini da collocare come infermiera, riflette gli scambi umani ed economici della regione. Il castello, per la sua posizione e le sue trasformazioni, incarna così sia un patrimonio militare, una residenza signorile, sia un luogo di vita adattato a periodi successivi.
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