Inizio costruzione 1594 (≈ 1594)
Castello costruito da questa data.
milieu XVIe siècle
Esistente Donjon
Esistente Donjon milieu XVIe siècle (≈ 1650)
Torre quadrata integrata con il nuovo castello.
1660
Creazione del sistema idraulico
Creazione del sistema idraulico 1660 (≈ 1660)
Diga e acquedotto per fresatura.
1971
Primo ingresso MH
Primo ingresso MH 1971 (≈ 1971)
Facciate e tetti protetti.
1990
Registrazione dei comuni
Registrazione dei comuni 1990 (≈ 1990)
Cappella e recinzioni classificate.
2001
Classificazione del sistema idraulico
Classificazione del sistema idraulico 2001 (≈ 2001)
Protezione estesa a strutture interrate.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Façades e tetti del castello (cad. AM 185): iscrizione per decreto del 13 ottobre 1971 - I comuni, il recinto e la cappella (cad. AM 185, 190): iscrizione per decreto del 17 luglio 1990 - Il sistema idraulico della tenuta, comprese le sue parti sotterranee, con il terreno delle trame cadastrali a cui è collegato, vale a dire: tutte le strutture idrauliche e parti non costruite di appe
Dati chiave
Jacques Ier de Joviac - Proprietario e possibile agronomo
Sospettato Discepolo di Olivier de Serres.
Olivier de Serres - Agronomo e teorico
Possibile influenza su Joviac.
Origine e storia
Il Castello di Joviac, situato a Rochemaure, Ardèche, è un notevole esempio di architettura nobile risalente alla fine del XVI e all'inizio del XVII secolo. Costruito nel 1594, incorpora una dungeon quadrata dalla metà del XVI secolo, inizialmente isolato da un fosso. L'edificio principale, affiancato da due torri circolari e da una torre quadrata, è organizzato intorno a un cortile d'onore chiuso con alte pareti. Il suo interno, dislocato su tre livelli, riflette una rigorosa organizzazione sociale: piano terra dedicato alle sale comuni (cucina, sala da pranzo, cantina), primo piano riservato per le camere e una sala da ricevimento, e secondo piano per i servi. Le aperture e gli abiti regolari con aperture circolari ricordano le magnanie locali, riflettendo l'attività sericulturale della regione.
Le dipendenze del dominio, organizzate in un grande pacchetto "U", illustrano il suo ruolo economico e sociale. A ovest, una vecchia sala di fresatura sormontata da una magnanerie coesisteva con una "casa dei poveri", dove i signori distribuivano cibo fino alla Rivoluzione. Il parco, circondato da una griglia ottocentesca, ospita querce e aeromobili settecenteschi, oltre ad una cappella costruita in una torre difensiva, una casa arancio-pigeo, terrazze coltivate (potager, frutteto, alveari), e edifici di utilità ( stalle, forno del pane, piscina). Questi elementi sottolineano l'autosufficienza della tenuta e il suo adattamento alle attività agricole e artigianali locali, tra cui la coltivazione della seta.
Il sistema idraulico, creato nel 1660, fu una grande innovazione per il tempo. Una diga sul torrente Joviac fornisce un acquedotto arcade attraverso il parco, permettendo la fresatura di seta di correre tutto l'anno. Questo dispositivo, classificato come monumento storico nel 2001 con altre parti della tenuta, attesta la razionalità tecnica dei proprietari e la loro integrazione nell'economia regionale. Le iscrizioni successive (1971 per le facciate, 1990 per i comuni e la cappella) e la classificazione parziale nel 2001 sottolineano l'eccezionale valore del patrimonio dell'insieme, sia architettonico, agricolo che industriale.
Fonti storiche menzionano Giacomo I di Joviac come possibile discepolo di Olivier de Serres, pioniere dell'agronomia francese. Questa ipotesi, menzionata nel lavoro di Daniel Bouix (2007), suggerisce che il campo avrebbe applicato metodi agricoli innovativi per il tempo, in connessione con le reti di scienziati ardéchois. I Giardini Joviac, studiati da Françoise Conac (2010, 2015), rivelano un'organizzazione funzionale del paesaggio, combinando piante medicinali, frutteti e spazi produttivi. Questi elementi collocano il castello nel cuore di un territorio caratterizzato da sperimentazione agricola e adattamento alle risorse locali, tra Rodano e altopiano du Coiron.
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