Prima menzione di Perrodil Fats 1155 (≈ 1155)
Pierre Gros testimonia la divisione del Visconte di Saint-Antonin.
1285
Tributo reale
Tributo reale 1285 (≈ 1285)
Guillaume Gros riconosce il castello al re di Francia.
XIIIe siècle
Forza attiva
Forza attiva XIIIe siècle (≈ 1350)
Omaggio al conte di Tolosa per Pechrodil e Najac.
1381, 1388–1389, 1576
Enemies
Enemies 1381, 1388–1389, 1576 (≈ 1385)
Strade, inglese, poi Huguenots investono il castello.
1620–1622
Apogee seigneurial
Apogee seigneurial 1620–1622 (≈ 1621)
Pierre Gros governatore di Saint-Antonin; inventario dettagliato del dominio.
1793
Ranch rivoluzionario
Ranch rivoluzionario 1793 (≈ 1793)
La famiglia paga 119 libbre di rame per evitare saccheggi.
1809–1825
Fine della linea
Fine della linea 1809–1825 (≈ 1817)
Morte di Guy Clement e Martial Henry Gros senza eredi.
XIXe siècle
Smantellamento
Smantellamento XIXe siècle (≈ 1865)
Vendita e dispersione delle pietre del castello.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Pierre Gros (XIIIe siècle) - Cavaliere e Co-Signore di Najac
Il primo lordo di Perrodil citato negli archivi (1155).
Guillaume Gros de Perrodil - Signore nel 1285
Rende omaggio al re per il castello.
Pierre Gros (XVIIe siècle) - Governatore di San Antonio
Reprime la rivolta di Huguenot nel 1620.
Claire d’Ax - Tutore e vedova
Inventare la tenuta nel 1622.
Jean-Baptiste de Gros - Ultimo signore residente
Paga il riscatto rivoluzionario nel 1793.
Guy Clément Gros - Heir morto a Madrid
Morte nel 1809 che segna il declino della famiglia.
Origine e storia
Il castello di Pechrodil, situato a Varen en Tarn-et-Garonne (regione occidentale), era dal XII al XIX secolo la sede ininterrotta della famiglia Gros de Perrodil, discendente di cavalieri legati a Saint-Antonin-Noble-Val e Najac. Costruito su un oppidum alla fine di una penisola naturale formata da Aveyron, questo sito strategico, circondato da fossati e torri, è stato trasformato nel XVII secolo in un'elegante residenza pur mantenendo le sue funzioni difensive. I suoi signori, proprietari di feudi tra Aveyron e Viaur, esercitarono bassa giustizia e protezione della popolazione durante le guerre di religione e la guerra dei cent'anni.
L'etimologia di Pechrodil (o Puechrodil) riflette la topografia del luogo: puech (collina occitana arrotondata) e rodil, interpretato come "ruota" ( riferendosi al mulino a canne), "ganger" (erosione dal fiume), o "rosso" (falise rosso e armi di famiglia Gules). Il castello, il centro di una prospera tenuta agricola, ospitava mulini, chènevières, presse e mandrie, mentre le sue cantine servivano come prigione. Il suo portale rinascimentale, torri e dungeon che si affacciano sulla valle lo rese un simbolo di potere locale, nonostante l'occupazione successiva per strada, inglese (1388-1389) e Huguenots (1576).
La Rivoluzione francese risparmiava parzialmente Pechrodil: la famiglia Gros, ridotta al cognome Gros e dichiarata "casalinga", evitava l'emigrazione pagando un riscatto (metalli e munizioni nel 1793). Tuttavia, il XIX secolo ha segnato il suo declino. Senza erede diretto dopo la morte di Guy Clément Gros (1809) e di suo fratello (1825), la tenuta fu frammentata, venduta e smantellata per le sue pietre. Nel XXI secolo, rimane solo un turret-pigeon, resti di cantine, e elementi architettonici sparsi (percorsi, portali) nella zona circostante, in particolare al Castello di Cornusson.
Gli archivi rivelano una vita signorile di lusso nel XVII secolo: gli inventari del 1622 descrivono argenteria, tessuti preziosi, armi e riserve alimentari, mentre il castello ospitava stalle, casa del contadino, e un mulino a tre mulini su Aveyron. La leggenda locale evoca un golfo sotto il fiume, rifiutando miracolosamente i signori di Perrodil, e un sotterraneo maledetto che collega Pechrodil a Ratayrens, spiegando il caos roccioso di Sommard Hill. Questi conti evidenziano la presa simbolica del seigneury su un territorio segnato da canapa, conflitti religiosi, e una geografia a forma di erosione.
Architettonicamente, Pechrodil era un quadrilatero allungato di 30 metri per 8, affiancato da torri e una dungeon che si affaccia sul burrone, ristrutturato nel XVII secolo con decorazioni rinascimentali (cancello di pilastri ionici, ora spostato). Il corpo agricolo adiacente (lunga 60 metri) ospitava fienili, stalle e un orto chiuso, illustrando l'autosufficienza della tenuta. Il presente, anche se frammentario, resti e le descrizioni del periodo permettono di ricostruire un insieme militare, agricolo e residenziale, testimone di sette secoli di storia occitana.
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