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Castello di Saint-Floret dans le Puy-de-Dôme

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Puy-de-Dôme

Castello di Saint-Floret

    Le Lard 
    63320 Saint-Floret
chateau de saint-floret
Château de Saint-Floret
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Château de Saint-Floret
Château de Saint-Floret
Château de Saint-Floret
Château de Saint-Floret
Château de Saint-Floret
Château de Saint-Floret
Crédit photo : Torsade de Pointes - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Costruzione iniziale
XIVe siècle
Sala gotica e affreschi
1862
Affreschi ritrovati
15 mars 1909
Monumento storico
1930
Appalti pubblici
années 1990
Restauro di affreschi
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

I resti del castello: classificazione per decreto del 15 marzo 1909

Dati chiave

Antonius Mayoli - Artista-ristorante Riscoprito gli affreschi nel 1862.
Anatole Dauvergne - Datore di lavoro Previsto il lavoro del 1862.
Athon de Saint-Floret - Sponsor sospetta Con Galiane de Châlus (supposizione).
Galiane de Châlus - Sponsor sospetta Moglie di Athon de Saint-Floret.
Jehan de Bellenaves - Sponsor alternativo Proposta da Lagomarsini e Molteni.
Mario Roques - Esperto di leggenda Identificò le scene intorno al 1960.

Origine e storia

Lo Château de Saint-Floret, situato nel dipartimento di Puy-de-Dôme ad Auvergne-Rhône-Alpes, è un edificio medievale risalente al XII o XIII secolo. La sua architettura comprende un dungeon che domina l'ensemble e una sala gotica quadrata, a volta e decorata con affreschi. Questi murales, riscoperti nel 1862 da Antonius Mayoli, rappresentano scene della leggenda di Tristan e Iseut, ispirate ad una compilation del XIII secolo. Erano elencati come monumento storico nel 1909, proprio come il castello stesso.

La Sala Gotica, risalente al XIV secolo, si trova a 6,9 metri di lato e ha un soffitto a 12 piani che si affaccia su una chiave a volta scolpita da un sole. Gli affreschi, divisi in dipinti sovrapposti, sono stati accompagnati da leggende nell'antico francese. Solo 12 di loro rimangono oggi. Il loro stile e costumi, studiati da Michèle Beaulieu, suggeriscono una realizzazione tra il 1364 e il 1370. I presunti sponsor variano a seconda delle fonti: Athon de Saint-Floret e Galiane de Châlus, o Jehan de Bellenaves.

Gli affreschi sono stati restaurati alla fine degli anni '90 dopo la loro acquisizione da parte dello Stato nel 1930 per garantire la loro conservazione. La loro iconografia, simile a quella della Torre di Frugarolo in Piemonte, testimonia l'influenza delle narrazioni arturiane nell'Europa medievale. Il castello, aperto alla visita, illustra così l'auvergnat dell'arte gotica e il suo legame con la letteratura cortese.

L'identificazione delle scene fu affidata negli anni '60 a Mario Roques, su richiesta di Paul Deschamps e Marc Thibout. I dipinti, studiati da Anne Courtillé e Claudio Lagomarsini, rivelano connessioni con manoscritti medievali e tradizioni artistiche italiane. La loro riscoperta nel XIX secolo, durante le opere guidate da Anatole Dauvergne, ha segnato un punto di svolta nella conoscenza del patrimonio medievale auvergnat.

Il futuro

Il castello di Saint-Floret è aperto da visitare.

Collegamenti esterni