Costruzione iniziale XIIIe siècle (≈ 1350)
Edificio della cappella romanica.
1453-1496
Ristrutturazione compromessa
Ristrutturazione compromessa 1453-1496 (≈ 1475)
Ridisegna architettonica e decorativa.
15 juin 1976
Monumento storico
Monumento storico 15 juin 1976 (≈ 1976)
Protezione ufficiale dell'edificio.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle San-Quilico (Box B 64): Ordine del 15 giugno 1976
Dati chiave
Geneviève Moracchini-Mazel - Storia dell'arte
Conferma la costruzione simultanea di entrambe le cappelle.
Origine e storia
La Cappella San Quilico (o Cappella San Chirgu), situata a Cambia, in Alta Corsica, è un gioiello dell'arte romanica pisana del XIII e XIV secolo. Classificato come monumento storico dal 15 giugno 1976, si distingue per il suo schist ocra accuratamente artigianale e il suo teghje coperto (lauze). Il suo semplice piano, rivolto verso est-ovest, comprende una navata rettangolare e un cul-de-four abside, ornato da una finestra omicida. La facciata a ovest, triangolare con inclinazioni laterali, e la parte est del letto, entrambe delimitate da arcate modillon, riflettono una notevole simmetria architettonica. Il suo isolamento sul lato sud-ovest di San Pedrone e la sua vicinanza alla cappella Santa Maria (costruita allo stesso tempo ma senza decorazioni) lo rendono un sito enigmatico, forse legato ad un'origine signeuriale o ad un ruolo di pass cappella.
Le decorazioni interne ed esterne di San Quilico rivelano una rara ricchezza iconografica. Il timpano occidentale illustra la Tentazione di Eva in bassorilievo, mentre il timpano meridionale mostra un uomo che terrorizza un serpente, forse simboleggia il trionfo del bene sul male. L'arco del cancello, composto da tre arpe, ha un incrocio intagliato. All'interno, il coro ospita affreschi del XV secolo: una croce Cristo circondata dal Padre Eterno, i quattro Evangelisti e gli angeli, tutti sporgenti da simboli solari (sole, luna, colomba). Queste opere, anche se ingenue, testimoniano una spiccata originalità stilistica, in contrasto con l'austerità della vicina Santa Maria, senza alcun decoro.
La storia orale evoca una costruzione simultanea delle due cappelle di un padre e di suo figlio, un'ipotesi confermata dallo storico Geneviève Moracchini-Mazel, che enfatizza la loro costruzione congiunta nonostante le decorazioni divergenti. La cappella, ricostruita tra il 1453 e il 1496, pone domande sulla sua funzione: luogo isolato di culto, cappella seigneuriale o sosta per i viaggiatori? La sua classificazione nel 1976 e la sua attuale proprietà comunale conservano questo patrimonio, mentre la sua posizione approssimativa (precisione: 5/10) e l'altitudine lo rendono un sito misterioso ed emblematico del romanzo corso.
I materiali locali, come ocra shale, e le tecniche pisane (arcature, modillons) evidenziano l'influenza toscana nella Corsica medievale. Gli affreschi, anche se parzialmente cancellati, offrono un raro scorcio di pietà e arte popolare del tempo. La tradizione unisce San Quilico a San Cir, ma il suo esatto ruolo nella partecipazione di Vallerustia (ex diocesi di Aleria) non rimane chiaro. Oggi, il suo libero accesso e l'ambiente montagnoso lo rendono un luogo popolare da visitare, nonostante l'assenza di servizi turistici formali (senza noleggio o alloggio in loco).
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