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Cappella del Rosario di Vence dans les Alpes-Maritimes

Patrimoine classé
Maison des hommes et des femmes célèbres
Chapelle
Eglise moderne
Alpes-Maritimes

Cappella del Rosario di Vence

    466 Avenue Henri Matisse
    06140 Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Chapelle du Rosaire de Vence
Crédit photo : inconnu - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1946
L'ingresso di Monique Bourgeois ai Domenicani
1949-1951
Costruzione della cappella
25 juin 1951
Consacrazione della cappella
28 décembre 1965
Monumento storico
23 mai 2025
Estensione della protezione
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La cappella e i suoi dipinti (Box D 1754): iscrizione per decreto del 28 dicembre 1965

Dati chiave

Henri Matisse - Pittore e designer Autore di decorazione e piani.
Auguste Perret - Architetto consulente Collaborare sulla struttura dell'edificio.
Monique Bourgeois (sœur Jacques-Marie) - Infermiera e poi religiosa Progetto ispiratore e intermedio.
Paul Bony - Vetreria master Fare il vetro colorato secondo i disegni.
Le Bourdillon - Ceramica Esegue pannelli in ceramica.
Révérend Père L.-B. Rayssiguier - Collaboratore domenicano Matisse consigli sugli aspetti liturgici.

Origine e storia

La Cappella del Rosario, conosciuta anche come Cappella Matisse, è un edificio religioso costruito tra il 1949 e il 1951 a Vence, Alpes-Maritimes. È stato progettato dall'architetto Auguste Perret e decorato da Henri Matisse, che lo considerava il suo capolavoro e il riassunto della sua vita. L'edificio, sobrio in apparenza con il suo tetto di piastrelle bianche e blu, è stato eretto per il convento domenicano, su iniziativa di Monique Bourgeois, ex infermiera e modello di Matisse, ora sorella Jacques-Marie.

Il rapporto tra Matisse e Monique Bourgeois, segnato dal loro incontro durante la convalescenza del pittore, era all'origine del progetto. Dopo la guerra, si unì all'ordine domenicano nel 1946, e insieme immaginarono una cappella che combina il conteggio e la spiritualità. Matisse, anche se molto malata, ha dedicato quattro anni di lavoro esclusivo, supervisionando ogni dettaglio: vetro colorato con tonalità verde, giallo e blu, ceramica bianca decorata con disegni neri, e anche ornamenti liturgici. L'inaugurazione ebbe luogo il 25 giugno 1951, ma l'artista, troppo indebolito, non poteva partecipare.

L'interno della cappella si distingue per la sua Via Crucis semplificata, disegnata direttamente su piastrelle di ceramica bianca, e le sue vetrate ispirate a motivi vegetali. Matisse ha usato tecniche innovative, come spazzole attaccate a canne da pesca per dipingere murales da una fase. I colori dominanti — verde, giallo, blu — creano un equilibrio visivo con la ceramica bianca e nera. L'altare, realizzato in pietra locale che evoca pane, è orientato a 45° per collegare simbolicamente le due navate (una per le suore, l'altra per i laici).

Ranked un monumento storico nel 1965, la cappella è stata controversa non appena è stata completata, ma segna una svolta nell'arte sacra del XX secolo. Matisse realizzò un lavoro totale, tra cui sei chasuble ricamati e elementi architettonici come la porta del confessionale. Il pittore ha collaborato con artigiani locali: Paul Bony per vetrate, Le Bourdillon per ceramica, e Atilius Arrighi per la doratura della croce di ferro battuto. Una galleria adiacente presenta oggi gli schizzi preparatori, testimoniando il meticoloso processo creativo di Matisse.

Per Matisse, questa cappella incarnava una ricerca di verità e purezza, oltre alla bellezza formale. Egli disse: "Non ho cercato la bellezza, ho cercato la verità. L'opera riflette anche i suoi scambi con Picasso, che metteva in discussione la legittimità di un artista che non credeva nella creazione di un luogo sacro. Matisse ha risposto evocando una spiritualità universale, legata al "clima della nostra prima comunione". La cappella rimane una testimonianza unica della sua visione, dove l'arte e la fede si uniscono a un racconto radicale.

Collegamenti esterni