Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Cappella di San Nicola à Pluméliau dans le Morbihan

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle gothique
Morbihan

Cappella di San Nicola

    Saint-Nicodème
    56930 Pluméliau

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1507
Bell font *Guillemette*
1520–1540
Costruzione della cappella
1539
Menzione finale sulla arenaria
1550 (environ)
Costruzione di torre e freccia
1608
Costruzione della prima fontana
1649
Costruzione di sacrestia
1780
Erezione dei pilastri della custodia
1790
Aggiunta del quarto bacino
1910
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Saint Nicodème - Santo patrono della cappella Figura centrale delle leggende fondatrici.
Guillemete d’Yvernay - Matrigna di Bell Nobile donatore di *Guillemette* (1507).
Olivier Martinet - Sculptore di tavolo Autore dell'altare del XVII secolo.
Toussaint Cormier - Rettore di Pluméliau (1649–1773) Comandante del tavolo principale.
Jean Le Layec - Donatore o artigiano Menzionato sulla arenaria del 1539.
Lois de Kerveno - Rettore nel 1539 Citata nell'iscrizione della arenaria.
Gustave Geffroy - Scrittore e testimone Descritto perdono nel 1905.

Origine e storia

La cappella di Saint-Nicodemus, situata a Pluméliau a Morbihan, ha la sua origine in due leggende locali. Il primo riferisce che un'apparizione di San Nicodemo avrebbe guidato gli abitanti verso un sito paludoso, segnato dalla fermata di buoi liberati in libertà. Il secondo evoca un ex-voto della Signora di Kerveno, promettendo una cappella nel luogo in cui avrebbe ritrovato suo marito dalla guerra. Questi resoconti, sebbene simbolici, illustrano l'ancora spirituale e comunitaria del monumento.

La cappella è stata classificata come monumenti storici dal 1910 con la sua custodia e fontane. Ha una notevole unità architettonica, risalente principalmente al XVI secolo (1520-1540). Solo la torre, sormontata da una freccia di 46 a 48 metri, appare leggermente posteriore (circa 1550). È sede di una campana di bronzo del 1507 chiamata Guillemette, offerta dalla nobile Guillemete di Yvernay. Una scala di 110 gradini, ospitata in una torretta adiacente, porta a questo iconico campanile.

L'interno ospita una pala policroma del XVII secolo di Olivier Martinet, commissionata sotto il rettore di Toussaint Cormier (1649–73). Questa pala d'altare rappresenta San Nicodemo che riceve il corpo di Cristo, circondato dai santi Gamaliel e Abibon. Altre due pale, dedicate a San Pietro, San Isidore, Nostra Signora di Lorette e San Giovanni, arricchiscono i transettori. I tagli di legno, scolpiti e datati 1539, recano i nomi dei donatori e artigiani, tra cui Jean Le Layec e Lois de Kerveno, rettore del periodo.

Le fontane, in Leukogranite Pontivy, risalgono al 1608 e al 1790. Il primo, sfarzoso stile gotico, onora San Nicodemo e i suoi compagni, mentre il secondo, dedicato a Saint Cornély, protegge gli ossini dalle epidemie. Queste fontane hanno svolto un ruolo centrale nel perdono, dove i fedeli si sono rasati e lavati per proteggersi dalla malattia. Le offerte animali (veals, agnelli) sono state aste per i poveri, e il prete ha condiviso pane, burro e sidro.

La sacrestia (1649) e la casa del cappellano (inizio XVIII secolo) completano il tutto. Il perdono, descritto da Gustave Geffroy nel 1905, processi animali misti, aste e falò, riflettendo la fusione di credenze religiose e pratiche agricole di Breton. Gli stemmi delle famiglie donatori, come il Rimaison e il Guengat, richiamano l'importanza delle élite locali nella costruzione e nel mantenimento del posto.

Collegamenti esterni