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Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux dans le Vaucluse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle romane
Art roman provençal
Vaucluse

Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux

    Route des Valettes 
    84340 Beaumont-du-Ventoux
Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux
Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux
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Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux
Chapelle du Saint-Sépulcre de Beaumont-du-Ventoux
Crédit photo : EmDee - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1140-1160
Costruzione iniziale
1605
Stato delle rovine
1692
Ricostruzione
1987
Restauro moderno
20 janvier 2000
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapel (Box A1 160): Ordine del 20 gennaio 2000

Dati chiave

U.G.O. - Lavoratore o società Firma lapidaria ricorrente sulla cappella.
Moines de l'abbaye Saint-Victor de Marseille - Sponsor sospetti La cappella dipende dalla loro abbazia.

Origine e storia

La cappella di San Sepolcro è una cappella romanica situata nella frazione di Vallettes, nel comune di Beaumont-du-Ventoux, nel dipartimento di Vaucluse. Costruito intorno alla metà del XII secolo, era una dipendenza dell'abbazia Saint-Victor di Marsiglia. La sua architettura semplice, composta da una navata unica di tre campate e da un'abside semicircolare, è caratterizzata da elementi romanici distintivi, come le iscrizioni lapidari e un arredamento sobrio di palmette e rinceaux.

La cappella reca segni misteriosi, tra cui l'iscrizione U.G.O ripetuta 11 volte, presente anche in altri edifici romanici della Provenza. Questa firma, datata tra il 1140 e il 1160, potrebbe appartenere ad un maestro o ad una società di artigiani. Un altro elemento intrigante è un'iscrizione in arabo (Shahada) nell'abside, la cui origine e significato rimangono incerti, forse evocando un legame con un cristiano orientale.

Il timpano della porta, scolpito da una figura di preghiera incorniciata da croci patte e sarcofago, suggerisce una vocazione funebre e una possibile associazione con i Templari. La cappella, una volta circondata da un cimitero, è stata ristrutturata nel XVII secolo dopo essere stata in rovina nel 1605 e restaurata nel 1987. Le vicine cave di Burdigalia, sfruttate fin dall'epoca romana, hanno fornito le pietre per la sua costruzione e il restauro moderno, in particolare dopo le inondazioni del 1992 a Vaison-la-Romane.

Classificata come Monumento Storico nel 2000, la cappella conserva segni di fusti (lettere, simboli) incisi in pietra, testimoniando le tecniche costruttive medievali. Il suo lintel, ornato da un personaggio la cui identità si divide (Cristo, adorante o uomo che giura), e il suo tipico arredamento romanico lo rendono un notevole esempio di patrimonio religioso provenzale. Gli archivi del XVII secolo confermano il suo stato di disprezzo prima della sua ricostruzione nel 1692.

Oggi di proprietà del comune, la cappella illustra sia l'arte romanica provenzale che gli scambi culturali medievali, con le sue influenze orientali e la sua storia legata agli ordini religiosi e alle corporazioni artigianali. Il suo isolamento nella campagna e la sua architettura sobria lo rendono un luogo pieno di mistero e storia, ancora studiato per le sue iscrizioni e simbolismo.

Collegamenti esterni