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Chapelle Notre-Dame de Sabart a Tarascon-sur-Ariège dans l'Ariège

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Clocher-mur

Chapelle Notre-Dame de Sabart a Tarascon-sur-Ariège

    D8
    09400 Tarascon-sur-Ariège
Proprietà del comune
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
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Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Chapelle Notre-Dame de Sabart à Tarascon-sur-Ariège
Crédit photo : Pierre Goujet - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
800
900
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
778
Fondazione leggendaria di Carlo Magno
IXe siècle
Creazione di Sabarthès viguria
1175
Primo Ufficio di Comando dell Ordine di San Giovanni
1224
Bolla di Papa Onorio III
1568
Distruzione dei protestanti
1624–1653
Ricostruzione di Abbé Rivière
1793–1795
Occupazione rivoluzionaria e acquisizione popolare
5 juin 1846
Monumento storico
1865
Restauro della facciata
1901
Campagna di restauro
7 juin 1954
Incoronazione della statua della Vergine
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle de Sabart: per ordine del 5 giugno 1846

Dati chiave

Charlemagne - Imperatore carolingio (legato) Fondatore mitico dopo un'apparizione nel 778
Honorius III - Papa (1216-127) Fornisce una bolla protettiva nel 1224
Abbé Martial Rivière - Curé e ricostruttore (1624-1653) Conduce il restauro postbellico della Religione
François-Étienne de Caulet - Vescovo di Pamiers (1644-1680) Ricostruzione di sostegno e fornire alla chiesa una pala d'altare
Barthélémy Amilia - Predicatore di Tolosa (17° secolo) Testa di cappelle regolari dal 1653
Louis Gesta - Tolosa Master Glass (XIX - XX secolo) Autore di vetrate installate nel 1901
Viollet-le-Duc - Architetto (ispirato) Modello per la facciata restaurata nel 1865
Félix Guiller - Vescovo di Pamiers (XX secolo) Presidente dell'Incoronazione della Vergine nel 1954

Origine e storia

La cappella Notre-Dame de Sabart, situata a Tarascon-sur-Ariège, Occitanie, trova le sue origini in una leggenda che attribuisce la sua fondazione a Carlo Magno nel 778, dopo un'apparizione mariana e una vittoria sui Saraceni. Il sito, che nel IX secolo divenne il centro amministrativo dei Sabarthès (Viguria carolingia), ospita una prima cappella menzionata nel XII secolo. Associato all'ordine di San Giovanni di Gerusalemme nel 1175 e dotato di una bolla papale nel 1224, divenne un luogo di pellegrinaggio mariano, potenzialmente legato ad una fonte miracolosa e alla strada di Santiago de Compostela.

L'edificio attuale, con un piano basilicale a tre navate, fu ricostruito dopo la distruzione delle guerre di religione (nel 1568 dai protestanti). Padre Martial Rivière guidò il suo restauro tra il 1624 e il 1653, aggiungendo una casa di riposo per il clero. La rivoluzione trasformò la cappella in una caserma e poi in una stalla (1793–94), prima di essere acquistata dagli abitanti nel 1795. Classificata come monumento storico nel 1846, fu rimodellata nel XIX secolo (ispirata da Viollet-le-Duc nel 1865) e nel 1901, dove le sue finestre medievali (XIII secolo) e il Rinascimento furono restaurate o sostituite da opere di Louis Gesta.

Il culto mariano, incentrato su una statua della Vergine del Rinascimento (curvato nel 1954), prosegue con un pellegrinaggio annuale l'8 settembre per la Natività di Maria. La cappella conserva elementi notevoli: due vetrate del XIII secolo (il più antico dei Midi francesi), un affresco del XVII secolo raffigurante la corona della Vergine e una pala d'altare in legno dorato. La sua storia riflette gli sconvolgimenti religiosi e politici di Ariège, dalle Crociate di Albige alla Rivoluzione.

La leggenda di Carlo Magno, evocando la scoperta di una statua in bronzo da parte di heifers bianchi, rimane associata al sito. Il nome Sabart, di origine gaulese (savartos, "terra non coltivata"), si riferisce ad una zona argillosa del Piemonte pireneo. Oggi l'associazione SOS Sabart, sostenuta dalla Fondazione Heritage, opera per la sua conservazione, minacciata dall'usura del tempo.

Le fonti storiche (Bubble of Honorius III, Archivi Episcopali di Pamiers) confermano il suo ruolo centrale nella diocesi medievale. Le ripetute distruzioni (1568, 1582, Rivoluzione) e successive ricostruzioni hanno plasmato la sua architettura attuale, mescolando stili romanici, gotici e classici. Le vetrate di Luigi Gesta (1901) illustrano gli episodi chiave: la vittoria di Carlo Magno, il martirio del sacerdote Barone (1568), e la bolla pontificia del 1224.

Collegamenti esterni