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Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech dans l'Aude

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Aude

Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech

    Le Bourg
    11420 Belpech
Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech
Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech
Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech
Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech
Chapelle Notre-Dame-du-Rosaire de Belpech
Crédit photo : Jcb-caz-11 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1344
Fondazione di Raymond Sirven
1682
Fondazione del seminario
4 mai 1792
Vendita come un bene nazionale
7 octobre 1792
Riapparizione della statua
1948
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle Notre-Dame du Rosaire (reti): iscrizione per decreto del 10 aprile 1948

Dati chiave

Raymond Sirven - Fondatore della cappella Bourgeois de Belpech, sponsor nel 1344.
Pape Clément VI - Autorità religiosa Concesso il permesso di costruire nel 1344.
Pierre de la Broue - Vescovo di Mirepoix (1679–1720) Fondato il vicino seminario nel XVII secolo.
Fernand Canal - Storico locale Studiò la statua della Vergine incinta (XX secolo).
Édouard Laffont - Ricercatore Ha analizzato i piani catastrali e la storia del sito.

Origine e storia

La cappella Notre-Dame-du-Rosaire di Belpech, situata nell'Aude in Occitanie, fu fondata nel 1344 grazie a Raymond Sirven, borghese locale. Quest'ultimo ottenne il permesso da Papa Clemente VI di costruire una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, dotata di un campanile e servita da un sacerdote che avrebbe pagato. Il sito, vicino al castello sul pendio di Castelas, è stato scelto per facilitare l'accesso alla massa e per ospitare la sepoltura del suo fondatore. L'opera, affidata ai lavoratori della chiesa parrocchiale di San Saturnino, doveva stabilizzare un terreno inclinato.

Nel XVII secolo, sotto l'influenza domenicana, la cappella cambiò la sua dedizione per diventare la Madonna del Rosario, chiamata anche Nostra Signora di Beaupy. Nel 1682 un seminario fu fondato nelle vicinanze, trasformando la sacrestia in un refettorio e aggiungendo un pavimento. Diretto dagli Oblati di Maria, formò giovani per occupazioni religiose o intellettuali fino al 1773, quando un conflitto con i consoli di Belpech pose fine alla sua attività. I ricavi della cappella provenivano dalle obitazioni (renti per le Messe annuali).

La Rivoluzione francese ha segnato una svolta drammatica. Il 4 maggio 1792 le sue due campane furono inviate a Castelnaudary per essere fuse, e i suoi mobili venduti come un bene nazionale. La statua della Madonna del Rosario, oggetto di intensa devozione e considerato miracoloso, fu nascosta dagli abitanti per sfuggire alla distruzione. Riapparve il 7 ottobre 1792, dopo essere stato nascosto nelle pareti del seminario e poi nella cappella del Santo Sepolcro. I pellegrini, molto popolari nel XVI-XV secolo, declinarono nel XX secolo, anche se la statua era ancora venerata nella chiesa di San Saturno.

L'attuale edificio, inserito nei monumenti storici nel 1948, conserva solo i resti del XV o XVI secolo: un annesso laterale al coro, una sacrestia a volta con aperture gotiche, e un chiostro sostenuto da una parete di contenimento. Le rovine rivelano tracce di decorazione dipinta (ritratti marrone su fondo giallo) e una cripta che ospita le tombe di Raymond Sirven, monaci e insegnanti. Una statua di una pietra chiamata Vergine incinta, attribuita a Santa Maria Maddalena dai suoi capelli e la sua mano posata sul suo ventre, testimonia un antico culto curativo, forse prima della dedizione al Rosario.

I mobili originali, in parte dispersi, contenevano opere notevoli: un dipinto di Sant'Antonio del deserto (scuola spagnola, XVII secolo), un crocifisso gensenista con probabilmente braccia potenziate, e un dipinto della fuga in Egitto. Solo il crocifisso e il dipinto di Sant'Antonio rimangono oggi. La cappella, originariamente in mattoni con capitelli di arenaria, illustra l'architettura religiosa locale, segnata da simboli trinitari (recinzione triangolare di tre nicchia).

Da non confondere con l'Abbazia di Vajal (Benedictina poi Cistercense, XII secolo), situata a nord di Belpech, la cappella di Castelas rimane un luogo pieno di storia, dove mescolare la devozione mariana, l'insegnamento religioso e la resistenza popolare agli sconvolgimenti politici.

Collegamenti esterni