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Chapelle Saint-Martin-de-la-Salle de Besplas à Villasavary dans l'Aude

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle romane
Aude

Chapelle Saint-Martin-de-la-Salle de Besplas

    D213
    11150 Villasavary
Chapelle Saint-Martin-de-la-Salle de Besplas
Chapelle Saint-Martin-de-la-Salle de Besplas
Crédit photo : MIC43 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione iniziale
1588
Distruzione parziale
XVIIe siècle
Restauro
1793
Divieto di culto
1847
Riapertura al culto
1999
Registrazione MH
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cappella, compreso il suo campo di placca (vedi casella A 83): registrazione per ordine del 18 giugno 1999

Dati chiave

Simon de Montfort - Leader della crociata Associati a eventi regionali (croci).
Prince Noir - Capo militare Collegato alle corse in Occitanie.

Origine e storia

La cappella di Saint-Martin-de-la-Salle, situata a Villasavary in Aude, è un edificio religioso risalente al XII secolo. Menzionato da questo periodo, fu parzialmente distrutto nel 1588 durante le guerre di religione, prima di essere restaurato nel XVII secolo. La sua architettura combina una navata unica a volte in una culla e una zona letto semicircolare, tipica dell'arte romanica, con aggiunte barocche come un tavolo in marmo di Caunes e una decorazione policroma del coro.

La cappella ha svolto un ruolo centrale nella vita parrocchiale locale fino alla Rivoluzione francese. Il culto fu proibito nel 1793, ma riaperto nel 1847 dopo il lavoro. Disuso oggi, conserva tracce di tempi difficili: la Crociata di Simon de Montfort, cavalcando il Principe Nero e le guerre religiose. La sua iscrizione in monumenti storici nel 1999 sottolinea la sua importanza di patrimonio.

Il sito, di proprietà del comune, ospita notevoli elementi d'arredo, tra cui statue del XVII secolo e una pala d'altare in marmo installata nel XVIII secolo. La sua posizione su una collina boscosa e la sua storia turbolenta lo rendono un luogo emblematico della memoria di Occitanie medievale e moderna.

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