Costruzione iniziale Xe-XIe siècles (≈ 1150)
Origini preromane e romanzi primitivi
1865
Morte del barone Jules d'Ancelin de Labaume
Morte del barone Jules d'Ancelin de Labaume 1865 (≈ 1865)
Sepoltura nella cappella
29 novembre 1965
Classificazione monumento storico
Classificazione monumento storico 29 novembre 1965 (≈ 1965)
Protezione dello Stato
2015
Restauro del busto di San Paolo
Restauro del busto di San Paolo 2015 (≈ 2015)
Conservazione nella Chiesa di San Pietro
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chapelle Saint-Paul (Box B 450): Ordine del 29 novembre 1965
Dati chiave
Jules d'Ancelin de Labaume - Barone di Labaume
Proprietario e sepoltura nella cappella
Dominique Puech - Archeologo
Autore di uno studio (2017) sulla cappella
Origine e storia
La cappella di San Paolo di Arnave, situata a 710 m sul livello del mare a ovest del villaggio di Arnave (Ariège, Occitanie), è considerata uno dei più antichi edifici religiosi del dipartimento. Probabilmente dal Xth al Xth secoli, anche dal IX secolo, per alcuni elementi come gli impostori preromani, illustra le origini dell'arte romanica ad Ariège. La sua modesta architettura, composta da una navata unica e da un coro rettangolare a volta in tufo culla, rivela tecniche costruttive arcaiche, con arcate murarie successive aggiunte per rafforzare le pareti quando si posano volte.
La cappella era da molto tempo un luogo di pellegrinaggio grazie a una pietra nera, conosciuta per guarire l'epilessia se il paziente dormiva lì per tutta la notte. Questa leggenda, unita a storie di guarigioni miracolose, contribuì alla sua conservazione. Ex proprietà della Baronia di Labaume fino al XX secolo, ospitava la tomba del barone Jules d'Ancelin de Labaume (morto nel 1865). Classificato monumento storico nel 1965, è stato trasferito al comune per il restauro, con il supporto della Fondazione Heritage per consolidare la sua struttura.
I suoi mobili includono un busto di San Paolo del XVI secolo, oggi conservato nella chiesa di San Pietro del villaggio dopo un restauro nel 2015. Il campanile, con finestre gemelle, e la facciata occidentale decorata con archi seriali, riflettono l'evoluzione stilistica tra pre-romano e romanzo. La porta sud, dotata di un triplo arcovolt con denti a sega, mette in evidenza il suo carattere ibrido. Reshuffles successivi, come i portici murali, mostrano adattamenti strutturali nel corso dei secoli.
Fonti archeologiche e storiche, comprese le opere di Dominique Puech (2017), evidenziano il suo ruolo nello studio delle transizioni architettoniche a Midi-Pyrénées. Il suo isolamento geografico e il suo stato di conservazione lo rendono un raro esempio di un edificio romanico primitivo, segnato da superstizioni medievali e da una storia seigneuriale legata alla famiglia Labaume.
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