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Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie dans les Alpes-Maritimes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Eglise baroque
Alpes-Maritimes

Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie

    Docteur-Cagnoli
    06450 Saint-Martin-Vésubie
Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie
Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie
Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie
Chapelle Sainte-Croix de Saint-Martin-Vésubie
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
1689
Primo ingresso scritto
fin XVIe siècle
Fondazione della Fratellanza
2e moitié XVIIe siècle
Costruzione della cappella
1843
Ristrutturazione della facciata
1847-1848
Sculture di Parini
17 septembre 1997
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapel (Box C 332): iscrizione per ordine del 17 settembre 1997

Dati chiave

Giovani Parini - Sculptore Autore di bassorilievi (1847).
Pénitents blancs - Proprietario Confraternita Cappella gestita e ospedale locale.

Origine e storia

La Cappella Sainte-Croix, conosciuta anche come Cappella dei Penitenti Bianchi, è un edificio religioso cattolico costruito nella seconda metà del XVII secolo a Saint-Martin-Vésubie, nelle Alpi Marittime. Esso illustra lo stile barocco alpino, con un arredamento più sontuoso di quello della cappella della Misericordia locale, grazie ai ricavi generati dal commercio transalpino di sale e foglio. La confraternita dei Penitenti Bianchi, che gestiva anche l'ospedale del comune, lo possedeva dal 1689. Il suo campanile, con la sua caratteristica lampadina, e la sua facciata ornata da sculture di Giovani Parini (1847) lo rendono un esempio eccezionale dell'architettura religiosa di Nizza.

Il 17 settembre 1997, il monumento storico ospita un'eccezionale eredità di mobili: un altare barocco, retables, statue (tra cui Saint Éloi e Saint Blaise) e otto dipinti raffiguranti Scene della Passione. La facciata, rielaborata nel XIX secolo, comprende un frontone e pilastri dipinti in trompe-l'oeil (1843), così come tre bassorilievi aggiunti nel 1848. Questi elementi riflettono l'evoluzione artistica e devota della fraternità, attiva dalla fine del XVI secolo. La cappella simboleggia anche il ruolo sociale dei penitenti, combinando assistenza ospedaliera e pratiche religiose.

Situata a Place du Marché (ex Portal), la cappella dipendeva economicamente dagli scambi alpini, come testimonia il suo mantenimento finanziato dai mercanti. I suoi mobili liturgici — candelabri, reliquie, bastoncini di processione — e le sue bancarelle dei Penitenti Bianchi sottolineano l'importanza delle confraternite nella vita della comunità di Nizza. Le sculture di Parini e le decorazioni borchiate richiamano l'influenza italiana nella contea di Nizza, poi sotto la dominazione sarda. Oggi, l'edificio rimane una grande testimonianza del barocco Nizza e la storia dei penitenti in Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

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