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Castello di Bazens dans le Lot-et-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Lot-et-Garonne

Castello di Bazens

    Place des Abeaux
    47130 Bazens

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIIe siècle
Prima menzioni signeuriali
1494
Costruzione di torre di scala
1487-1538
Ricostruzione della Della Rovere
1550-1561
Residence di Matteo Bandello
1592
Disposizioni difensive
1726
Demolizione parziale
1935
Classificazione monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Leonardo Grosso della Rovere - Vescovo di Agen (1487-1519) Coordinatore della ricostruzione del castello
Marc-Antoine de La Rovère - Vescovo di Agen (1519-1538) Continuazione del lavoro rinascimentale
Cesare Fregoso - Ambasciatore di François I Marito di Costanza Rangoni, assassinato
Costanza Rangoni - Veal di Cesare Fregoso Castello usufruttuario (circa 1541-1567)
Matteo Bandello - Vescovo e scrittore italiano Autore delle "News*, morto a Bazens
Janus Frégose - Vescovo di Agen (1555-1586) Successore di Bandello, figlio di Cesare
Cardinal Jean de Lorraine - Vescovo di Agen (fino al 1550) Da usufrutto a Costanza Rangoni
Mgr Hébert - Vescovo di Agen (inizio XVIII secolo) Demolizione parziale di Ordone nel 1726

Origine e storia

Il castello di Bazens, situato vicino alla chiesa dello stesso villaggio di Lot-et-Garonne, ha le sue origini nel Medioevo. Già nel XIII secolo vennero menzionati i signori locali, ma la signoria fu rapidamente legata ai vescovi di Agen, che ne fecero la residenza estiva. La grande ricostruzione del castello ebbe luogo alla fine del XV secolo sotto l'impeto dei vescovi Leonardo Grosso della Rovere (1487-1519) e Marc-Antoine de La Rovere (1519-1538), con l'aggiunta di una torre scalinata nel 1494. Si dice che l'architetto Villars, originario di Limoges, abbia diretto quest'opera, trasformando il sito in una casa rinascimentale.

Nel XVI secolo il castello divenne sede di figure di spicco come Costanza Rangoni, vedova dell'ambasciatore Cesare Fregoso, assassinato nel 1541. Il cardinale Jean de Lorraine ha poi dato l'usufrutto del castello a Costanza. Matteo Bandello, vescovo e scrittore italiano, vi vive dal 1550 e scrive gran parte della sua News. Morì lì nel 1561, dopo aver consegnato il suo vescovo a Janus Frigose, figlio di Cesare, continuando a occupare il posto. Il castello, gradualmente abbandonato a beneficio del castello di Monbran, fu parzialmente demolito nel 1726 per ordine del vescovo Hébert, lasciando solo l'ala nord e la sua torre di scalinata.

L'edificio, classificato come monumento storico nel 1935, illustra l'influenza italiana nel sud-ovest della Francia durante il Rinascimento. La sua architettura fonde elementi difensivi (silew aggiunto durante le guerre di religione) e elementi residenziali, come evidenziato da successive trasformazioni. La torre esagonale e i resti della cappella ricordano il suo status di residenza episcopale. Le opere del XIX secolo, tra cui il restauro del campanile nel 1888, conservarono parte di questo patrimonio, ora di proprietà del comune di Bazens.

Il sito è inestricabilmente legato alla vicina chiesa, che è stata ridisegnata tra il XV e il XVI secolo, con un portale fiammeggiante decorato con una lacrosse episcopale. I giardini originali, stabiliti su terrazze, sono scomparsi a beneficio dell'attuale villaggio. Fonti storiche, come gli scritti di Bandello, offrono una rara testimonianza della vita in questa residenza e del suo ruolo negli scambi culturali franco-italiani.

L'ultima menzione di manutenzione risale al XVIII secolo, con riparazioni nel 1778, prima del suo definitivo abbandono. La torretta delle scale, restaurata nel XX secolo, rimane uno degli elementi più emblematici del castello. La sua iscrizione nei monumenti storici nel 1935 ha salvato ciò che è rimasto dell'antica residenza dei vescovi, ora aperta alla visita nell'ambito del patrimonio locale.

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