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Castello di Dampierre-sur-Boutonne en Charente-Maritime

Charente-Maritime

Castello di Dampierre-sur-Boutonne

    10 Place du Château
    17470 Dampierre-sur-Boutonne

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
995
Origine di Chatel Gaillard
1027
Petronille e Hugues matrimonio Maingot
1373
Catturato da Du Guesclin
1475
Completamento del Castello rinascimentale
1545-1550
Aggiunta di gallerie alchemiche
1586
Seduta protestante
1599
Vendita a David Fourré
1793
Distruzione rivoluzionaria
1926
Monumento storico
2002
Fuoco strutturale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

Adalbert - Signore del Chatel Gaillard Fondatore della fortezza nel 995.
Jeanne de Vivonne - Signora di Dampierre Creatore della galleria alchemica (1545-1550).
François de Clermont - Baron de Dampierre Produttore di Castello rinascimentale dopo il 1475.
Claude-Catherine de Clermont - Duchessa di Retz Figlia di Claude, ospite di un salone letterario.
Du Guesclin - Connétable de France Predicatore della fortezza nel 1373.
Ghislaine Escande - Plastica contemporanea Autore di *Relics and Renewal* (2004).

Origine e storia

Il castello di Dampierre-sur-Boutonne, situato su due isole del Button, ha le sue origini nel X secolo con il Chatel Gaillard, una fortezza medievale situata sull'attuale terrazza della chiesa romanica. Nel 1027 la signoria passò al Maingot attraverso il matrimonio di Pétronille, figlia di Adalbert, con Hugues Maingot de Surgères. La famiglia di Clermont-Tonnerre ereditò nel 1342 e mantenne la proprietà fino al 1598. Il sito, strategico, fu disputato durante la guerra dei cent'anni: Du Guesclin strappato la fortezza dagli inglesi nel 1373.

Nel XV secolo, François de Clermont, tornato dalle guerre italiane, iniziò la costruzione del castello rinascimentale (completo intorno al 1475), segnando una rottura con l'architettura feudale. Sua nipote, Jeanne de Vivonne, vedova di Claude de Clermont, trasformò radicalmente l'edificio tra il 1545 e il 1550 aggiungendo due gallerie sovrapposte all'italiano. Queste gallerie, ornate da 93 scatole intagliate e 128 chiavi a sospensione, formano un insieme emblematico che combina simboli alchemici, valute latine e riferimenti a Enrico II, Diane de Poitiers e Catherine de Medici. Questa rara cornice, paragonabile a quella dell'Hotel Lallemant (Bourges) o del Plessis-Bourré, testimonia l'influenza umanista del Rinascimento francese.

Il castello conobbe episodi violenti durante le guerre di religione: assediati dai protestanti nel 1586, fu salvato agli estremi dal governatore Malicorn, poi saccheggiato nel 1587 da Condé in rappresaglia per la distruzione di Marcoussis. Venduto nel 1599 a David Fourré, subì modifiche (terrazza occidentale, soppressione degli edifici) prima di passare nelle mani delle famiglie borghesi nel XVIII e XIX secolo. Durante la Rivoluzione, fu distrutta (archivi bruciati nel 1793), venduta come proprietà nazionale, poi restaurata dal 1840. Fuochi nel 1944 e ancora nel 2002, viene ricostruito ogni volta, conservando le sue decorazioni rinascimentali e mobili.

Classificato un monumento storico nel 1926 (il primo castello privato di Charente-Maritime aperto al pubblico), la tenuta si distingue per i suoi giardini ricreati nello spirito del Rinascimento. Il Giardino Diktynna, ispirato al prezioso salone di Claude-Catherine de Clermont (la duchessa di Retz), occupa 28 dei 93 caissons della galleria sotto forma di viaggi iniziativi, labirinto e sculture mitologiche. La popolazione ospita un labirinto artistico, evocando il passato medievale del sito. Oggi, il castello, ancora abitato, ospita mostre, concerti e visite che evidenziano la sua scalinata di Valois, la sua struttura monumentale e il suo gabinetto di meraviglie.

L'architettura del castello combina il patrimonio feudale (mâchicoulis towers, moats) e le innovazioni rinascimentali (archivi, volte caisson). La facciata principale, accessibile da un ponte, presenta un corpo di case fiancheggiate da due torri "pipper" con ardesia. L'interno conserva monumentali camini, arazzi e collezioni ceramiche. La galleria alchemica, studiata dallo scrittore Fulcanelli in Les Demeures philosophales, rimane il suo elemento più enigmatico, combinando la scienza ermetica con l'arte del motto.

Dal 2017 la famiglia Kientz-Pfister-Grunhertz ha mantenuto la tradizione del restauro e dell'animazione culturale iniziata nel XIX secolo dalla Rabault-Texier-Hédelin. Il castello, aperto tutto l'anno, offre visite tematiche (spazio dedicato a Salvador Dalí, opere di Ghislaine Escande dai libri calcinati nel 2002) ed eventi in grande altezza. La sua storia, segnata da conflitti, nobili alleanze e ricostruzioni, lo rende un grande testimone del patrimonio Poitevin, all'incrocio delle influenze medievali, italiane e classiche.

Collegamenti esterni