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Château de la Fontaine in Anse dans le Rhône

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Rhône

Château de la Fontaine in Anse

    770 Route de Pommiers
    69480 Anse
Château de la Fontaine à Anse
Château de la Fontaine à Anse
Château de la Fontaine à Anse
Château de la Fontaine à Anse
Château de la Fontaine à Anse
Crédit photo : PHILDIC - Sous licence Creative Commons

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
XVIe siècle
Costruzione iniziale
1654
Matrimonio Bottu-Fiot
1692
Successione di François Bottu
1842
Gambe all'arcidiocesi
1912
Classificazione MH
1931
Tabella
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Gli edifici del XVI e XVII secolo utilizzati come abitazione per l'agricoltore, appartenuti alla mensa arcivescovile di Lione: classificazione per decreto del 23 febbraio 1912

Dati chiave

Jean Covet - Signore della Fontana Proprietario nel 1570.
Laurent Bessié - Signore e proprietario Proprietario di famiglia nel XVII.
Élisabeth Bessié - Signora di Fontaine Moglie di Alexander Bottu.
Alexandre Bottu - Segretario al Re Sposato Elizabeth, signore.
Thérèse Bottu - Ultimo erede Lasciò il castello nel 1842.

Origine e storia

Lo Château de la Fontaine, situato ad Anse nel dipartimento del Rodano, è un iconico monumento rinascimentale costruito tra il XV e il XVII secolo. Si compone di due corpi di case quadrate, affiancati da quattro peperoni, e presenta elementi architettonici notevoli come gallerie a colonna e porte finestre. Classificato come monumenti storici dal 1912, incarna il patrimonio seigneuriale della regione, con una facciata orientata verso il Saône e comuni risalenti al XVII e XVIII secolo.

Il feudo de la Fontaine apparteneva a diverse famiglie influenti, tra cui il Covet, il Bessié e il Bottu de la Barmondière. Nel 17 ° secolo, Laurent Bessié, poi sua figlia Elisabetta (moglie di Alexander Bottu), possedeva esso. Il loro discendente, Luigi François Bottu, consegnò il castello a sua figlia Thérèse, una canoa, che nel 1842 lo conquistò alla mensa archepiscopa di Lione. La tenuta, ora di proprietà privata, ispira artisti come Utrillo, che immortalarono nel 1931.

Lo stemma delle famiglie Bessie (azionato alla banda di argento stellato) e Bottu (azio al leone d'or) richiamano il loro prestigio. Il castello, anche se non aperto al pubblico, conserva una monumentale porta in pietra e tetti in piastrelle di scala, testimonianze del suo passato aristocratico. La sua storia è documentata in libri come Histoire du Beaujolais (1853) e gli archivi della Société des sciences du Beaujolais.

Classificato per i suoi edifici del XVI e XVII secolo, il castello illustra l'evoluzione architettonica e sociale della nobiltà locale. La sua posizione strategica, tra il Nazionale 6 e il Saône, riflette la sua importanza storica nel paesaggio Beaujolais. Le fonti, tra cui Wikipedia e Monumentum, evidenziano il suo valore di patrimonio, nonostante una posizione GPS considerata povera (livello 5/10).

Collegamenti esterni